Vuoi  migliorare il clima? Attento a come ti vesti.

Da Slow food a Slow Fiber

Vuoi migliorare il clima? Attento a come ti vesti. Questa  affermazione si chiarisce leggendo  il libro Vestire buono, pulito e giusto, pubblicato da Slow food Editore. Lo ha scritto Dario Casalini, docente universitario di Diritto Pubblico, dal 2013  passato a dirigere l’azienda di famiglia che produce maglieria e Intimo di lusso da più di 80 anni. La passione per studio e ricerca, trasferita nel campo tessile, lo ha portato all’idea di un libro gemello di Buono, pulito e giusto (2005) di Carlo Petrini, gastronomo, attivista per una nuova cultura del cibo. Dario incontra lui e Carlo Bogliotti, a.d. di SLow Food Editore, e spiega loro che la filosofia e i principi sottesi al libro di Carlo e a Slow food si adattano perfettamente al tessile. Basta dare a buono il significato di “bello” nel senso di indumento che crea benessere, mentre  gli altri due aggettivi hanno lo stesso significato nei due contesti. Ad essi si  aggiunge, per i vestiti, il concetto di durevole, che ovviamente non si adatta al cibo, ma è estremamente importante per gli indumenti, per contrastare la modalità usa e getta con cui vengono prodotti e che è causa di grandissimo inquinamento. L’idea è accolta con grande entusiasmo. I due ben felici di pubblicare il libro. “In più -racconta Dario Casalini- uscito il libro nella primavera del 2021, Carlo mi ha chiesto espressamente di creare la Slow Food del tessile e da lì, parlando con i vertici di Slow Food abbiamo creato Slow Fiber depositando il contratto di rete nel novembre 2022.”

No alla Fast Fashion

In breve tempo al movimento Slow Fiber hanno aderito 21 produttori di filati. Casalini si augura di attrarre anche l’alta moda. Non la Fast Fashion, abiti a basso costo di produzione e vendita, immessi nel mercato  in continuazione, confezionati con materiale scadente. Essendo Fast, è agli antipodi di Slow Fiber, che predilige tessuti di fibre naturali, a componente unico, riciclabili al 100%. Capi fatti per durare, riutilizzabili e riciclabili e quindi a basso inquinamento ambientale.

Un suggerimento ai giovani attivisti

Questa visione  della realtà produttiva deve arrivare ai giovani. Quelli di loro  che  sono coinvolti in una militanza totalizzante per il bene del pianeta devono cambiare strategia. Chiedono alle multinazionali di non utilizzare più i combustibili  fossili. Si incollano una mano sul vetro di un quadro famoso dentro i Musei, oppure bloccano il traffico, o ancora imbrattano con vernici (lavabili) la facciata di un edificio storico. Dimostrando un grande impegno, che si ritorce però contro di loro. Infatti i benpensanti(mica tanto), incapaci di proiettare i dissesti dell’oggi nel futuro, vedono in queste azioni soltanto una lesione all’immagine  dell’Italia, che porta danni economici, e quindi le condannano. E poi, un’altra considerazione. I combustibili fossili sono gestiti dai pochi big della finanza, che soli hanno l’ingresso nella stanza dei bottoni. Neppure i governi nazionali  riescono a modificare questo business miliardario. Figuriamoci un gruppo di ragazzi! E invece una gestione oculata di cibo e vestito , a livello individuale, e un proselitismo esteso ai coetanei, possono portare alla formazione di una massa critica che, senza scomodare chi comanda, diminuisca  l’inquinamento con azioni e scelte individuali di molti.

L’Europa quantifica i rifiuti

E’ di questi giorni l’informativa dell’Europa su rifiuti di cibo e di tessuti Vengono prodotti annualmente in UE 60 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari e 12,6 milioni di tonnellate di rifiuti tessili. Cui si aggiunge che meno dell’1% dei tessuti di tutto il mondo viene riciclato in nuovi prodotti. Quindi questi settori possono, se adeguatamente impostati nella direzione di minori scorie e maggiori recupero, riuso e riciclo, migliorare grandemente la salute del pianeta.

Un problema strutturale

Lo studio di Casalini, che per primo ha colto lo stretto legame fra il business del cibo e quello della moda, mette in luce un problema strutturale. Questa nostra società dei consumi è improntata ad un liberalismo che  non conosce altra regola che quella del profitto. Un profitto da ottenere subito, senza proteggere l’ambiente e i lavoratori con una programmazione pluriennale che restituisca alla natura l’equilibrio alterato dalla produzione.

Una via da seguire

Carlo Petrini prima, ed ora Dario Casalini, tracciano una via  da seguire per recuperare l’ambiente e la dignità del lavoro. A questo devono improntare le battaglie i molti giovani impegnati nel cambiamento.

Taste 17, la gioia degli assaggi.

Grande affluenza a Taste, la Fiera dai molti assaggi, che ha aumentato quest’anno gli espositori di ben 150 unità rispetto all’ultimo salone. In totale raggiungendo il numero di oltre 650.

Come visitare un’esposizione di siffatta ampiezza?
Quest’anno ho individuato alcuni prodotti inusuali, realizzati in maggioranza da piccoli produttori, in un connubio fra scienza ed arte come tutti in questo salone, e mi sono fatta raccontare le storie collegate alla loro produzione.

Cominciamo dall’aceto di vino.
Facciamo parlare chi lo produce, i Mastri Acetai “A Menfi, in un territorio della Sicilia occidentale, particolarmente vocato alla coltivazione della vite, abbiamo deciso di investire le nostre risorse, dedicandoci alla produzione di aceti di qualità, riversando l’esperienza vinicola nel settore dell’acetificazione. La sapienza dei contadini, preziosi custodi di antiche tradizioni ed il ricorso a moderne tecnologie hanno permesso di ottenere degli aceti robusti o delicati ma sempre caratterizzati da una forte personalità.” Non sono gli aceti di vino industrializzati, che vengono fatti a partire dall’ acetificazione o dalla distillazione di vini deteriorati o peggio ancora andati a male. Particolarmente equilibrato l’aceto che proviene dal marsala, che si può assaggiare anche da solo.

Passiamo allo zafferano.
Presente con RossoPuro, un’azienda giovane. Nata nel 2018 in Toscana per l’entusiasmo di Lorenzo Firenzani, produce e lavora zafferano puro in stimmi di alta qualità da destinare alla preparazione di piatti speciali.

Lavoratti 1938, Varazze.
È un cioccolato che nasce da gesti pazienti, lavorato con passione e semplicità per accogliere i sapori e i profumi del Mediterraneo. E’ presentato in confezioni in cui le tavolette sono vestite da libriccini, raccolti a gruppi con lo stesso gusto base. E’ stato proprio questo design alquanto intrigante ad attirare la mia attenzione. Un assaggio ha rivelato la indiscussa qualità del prodotto. La storia recente del marchio si lega ai nomi di Davide Pietrini e Fabio Fazio, che nel 2020 hanno rilevato questa azienda ligure che esiste da 80 anni.

Emporio vegetale Torino
Emporio Vegetale è una proposta di preparazioni gastronomiche e piatti pret à manger a firma dello chef Antonio Chiodi Latini. Ingredienti accuratamente scelti e lavorati senza utilizzo di conservanti. Cotti a bassa temperatura, in modo da preservare al meglio i colori, la texture e l’essenza delle verdure.

Simposio
I prodotti a marchio Simposio Gastronomia storica sermonetana sono un vero e proprio sistema di cucina. Riescono ad enfatizzare sapori se utilizzati singolarmente o a creare piatti unici nel loro genere se utilizzati insieme. Sono condimenti che danno modo di realizzare pietanze veloci essendo concepiti per l’utilizzo a crudo, su pasta, pesce, carne e verdure. Vengono proposti all’interno dei menù dei due ristoranti “Il Giardino del Simposio” e “Il Simposio al corso” siti in Sermoneta. Imparare come vengono usati val bene un viaggio per visitare i ristoranti! Prodotti di punta il Trombolotto, limone autoctono Sermonetano( nome scientifico “Citrus Limon Cajetani”) ed il Balsamico di Visciole, da utilizzare come condimenti per piatti a base di carne, pesce, verdure e pane. Dettagli su www.trombolotto.it Con le visciole fanno anche una marmellata di sapore antico, lievemente acidulo, per niente stucchevole. Una rarità. Pochi sono infatti gli alberi di Amareno (Prunus Cerasus) oggi coltivati.

Si discute di Fermentazione.
Oltre a mostrare produzioni per lo più di nicchia, Taste, come è noto, è anche un interessante luogo di discussione fra addetti ai lavori e distributori, sotto la guida di Davide Paolini. Interessante l’argomento fermentazione, trattato in questa edizione, perché riguarda molti alimenti come il pane, il cioccolato, la birra, il vino, gli aceti. Sono stati approfonditi i vari aspetti produttivi con l’aiuto di uno scienziato, il professor Duccio Cavalieri, presidente della Società mondiale di studi sulle fermentazioni e lievitazioni. Sono intervenuti anche Alessio Tessieri (Noalya), Marco
Caprai ( Azienda vinicola Caprai), Edoardo Tilli (Podere Belvedere) e Simone Chiappini.

Premi Il Forchettiere 2024 attribuiti in sede Taste.
Alla quarta edizione il premio che celebra l’eccellenza fiorentina e toscana del Catering porta lo stesso nome della pubblicazione di informazione gastronomica Il Forchettiere. I premi sono attribuiti, durante Taste, al Piatto dell’anno, il ristorante green dell’anno, la Pizza dell’anno, il personaggio dell’anno e il Cocktail dell’anno.

New egg:l’arte nel mondo dei pollai.
Giannoni & Santoni, realtà specializzata nella progettazione di spazi e opere ad alto valore artistico, presenta la mostra New egg: un’inaspettata collezione di pollai domestici, oggetti che travalicano i confini tra arte, design e architettura, pensati dall’ironico duo Vedova Mazzei, con la direzione artistica di Nicolas Ballario. Il progetto vede inoltre la collaborazione di Paolo Parisi, uno dei più apprezzati produttori al mondo di uova di alta qualità. Dopo il debutto in occasione dell’ultima edizione di Artissima a Torino, è arrivata in esclusiva a Firenze per il pubblico di Taste.

 

23° River to River, Festival del Cinema indiano

River to River, l’unico festival italiano interamente dedicato alla cinematografia indiana. E’ un evento molto atteso perché l’India vanta una delle principali industrie cinematografiche al mondo. I film, i documentari e i cortometraggi del festival ci permettono di penetrare la cultura, le tradizioni e le nuove istanze di una società estremamente variegata, di età media 29 anni nelle megalopoli, in cui stanno avvenendo profondi cambiamenti. In programma oltre 30 titoli tra prime nazionali ed europee. E’ a cura di Selvaggia Velo, che mantiene l’entusiasmo per portare a noi, anno dopo anno, novità e Storia di quella cultura attraverso il cinema e non solo. River to River conclude la 50 giorni di Festival del Cinema di Firenze.

Lungometraggi in Concorso
I lungometraggi sono votati dal pubblico Si assiste a confronti generazionali, contrasti tra tradizione e modernità, racconti di migrazione e storie di (stra)ordinaria determinazione. Si parte con “Footprints on Water” di Nathalia Syam (8/12 ore 20.30), dove il padre, immigrato clandestinamente in Gran Bretagna in cerca di un futuro migliore, cerca la figlia scomparsa(alla presenza del protagonista Adil Hussain e della regista Nathalia Syam), si prosegue con “Gulmohar” (9 dicembre ore 20.30) che segue gli ultimi giorni della famiglia Batra in quella che da oltre 30 anni è la loro casa, tra segreti del passato e conflitti dell’oggi(alla presenza dell’attore Suraj Sharma, noto come protagonista del film Premio Oscar 2013 “Vita di Pi” di Ang Lee). Tra i film in concorso anche il campione di incassi 2023 in India “Rocky aur Rani Ki Prem Kahaani” di Karan Johar (10 dicembre ore 20.00), storia d’amore Bollywood tra Rocky e Rani (le star Ranveer Singh e Alia Bhatt), tra rottura degli schemi e lotta al patriarcato con una colonna sonora strepitosa e coreografie spettacolari, e “Sherdil: The Pilibhit Saga” di Srijit Mukherji (11 dicembre ore 20.30), commedia dolce amara ispirata a eventi realmente avvenuti nella riserva naturale per tigri situata nel distretto indiano dell’Uttar Pradesh.
Documentari in Concorso
Riflettori puntati sui documentari, che quest’anno sono accumunati dal filo rosso della volontà dei protagonisti di affermare se stessi, e lottare per i propri diritti. Si parte con “At 23000 feet” di Kovid Mittal, che segue il regista stesso nel tentativo di scalare il gruppo montuoso del Gangotri, in Himalaya, affrontando paure e le difficoltà lungo il cammino (8 dicembre ore 18.00), le proiezioni proseguono con il delicato doc “Call me dancer” di Leslie Shampaine e Pip Gilmour, la vicenda del giovane Menish, deciso a perseguire il sogno di diventare un ballerino professionista anche contro la famiglia (9 dicembre ore 18.00); da non perdere l’inno contro gli stereotipi di genere “It’s time to rise up-I am a rickshaw puller” di KM Taj-Biul Hasan su Rahela Begum, ragazza madre e prima donna a intraprendere il mestiere di autista di risciò nella società tradizionalista e conservatrice del Bangladesh (12 dicembre ore 17.30) e “Fatima” di Sourabh Kanti Dutta, sull’attivista Fatima Khatun, ex sposa bambina, che ha avuto la forza di ribellarsi e combattere il traffico sessuale nella propria comunità nello Stato del Bihar al confinante con il Nepal, cercando una vita migliore per sé e per le generazioni future (12 dicembre ore 18.30 alla presenza del produttore Peter Kirby).

Cortometraggi in Concorso
Come ogni anno River to River propone una selezione dei migliori cortometraggi prodotti in India e inediti in Italia, frutto del lavoro di giovani registi emergenti. Ad aprire le proiezioni “Little Detective” di Abhishek Singh.Una bambina trova una richiesta di aiuto su una banconota e indaga insieme ai suoi genitori per scoprire a chi appartenga (alla presenza del regista); “Splash” di Kshitij Kumar Pandey. Un ragazzo riallaccia i rapporti con un’amica per la quale aveva avuto una cotta e tenta di consegnarle una lettera in cui le confessa i suoi sentimenti; “The List” di Gaurav Dave. Una coppia è dominata da liste per ogni cosa, finché un giorno accadrà un evento imprevisto; “Slam Dunk, Sehaj!” di Asis Sethi.Una donna vorrebbe seguire la propria passione, ma il marito non è d’accordo (10 dicembre ore 15.30). “Hinglish” di Ashish Varma, sull’importanza di conoscere l’inglese; “Kathputli” di Priyanshi Prakash Khatri, corto d’animazione in stile Rajasthani in cui un principe cerca la propria amata; “Broken Mirror” di Pinaki Sarkar, tributo al cinema muto, in cui una donna è tormentata dal suo passato; “American-born, confused and half-desi” di Ronak Shah. Una ragazza americana va alla ricerca delle proprie origini indiane, malgrado il padre non sia per niente d’accordo (11 dicembre ore 18.30).

Film di apertura e di chiusura
L’apertura è affidata a “Ghomeer” di R.Balki (7 dicembre ore 20.30), vicenda – ispirata a una storia vera – di una ragazza prodigio del cricket che, dopo aver perso una mano in un incidente, grazie all’aiuto di un ex giocatore fallito e burbero (Abhishek Bachchan), riuscirà comunque a fare la storia di quello sport. Chiusura con la prima italiana di “Goldfish” di Pushan Kripalani (12 dicembre ore 20.30) con l’attrice Kalki Koechlin, celebre nel ruolo di Batya Abelman nella serie Netflix “Sacred Games” è una donna che, a causa della malattia della madre (l’icona del cinema hindi Deepti Naval), è costretta a confrontarsi con le ferite di un passato che aveva scelto di dimenticare e con la storia e l’eredità di una donna che non faceva più parte della sua vita.
L’India in cucina
Per gli amanti della buona tavola da non perdere il consueto corso di cucina indiana presso la sede del CESCOT, in Piazza Pier Vettori 8/10 a Firenze (12/12 ore 18.00 info: 055 2705306 / g.beni@cescot.fi.it). In prossimità del cinema il bar servirà all’interno de La Compagnia piatti tipici del Kerala a cura di Nura, primo food truck di cucina indiana in Italia creato dallo chef Basheerkutty Mansoor, che sarà anche protagonista di un cooking show sempre al cinema La Compagnia (8 dicembre ore 18.00).
Omaggio al regista Mrinal Sen, della New wave indiana, nel centenario dalla nascita
Web Series
Non solo film al River to River: arriva sullo schermo del cinema La Compagnia la terza stagione della serie “Four More Shots Please!”, la web serie indiana che segue le vicende di Dee, Mangs, Anj e Sids, quattro donne che vivono, amano, sbagliano e cercano se stesse col supporto della reciproca amicizia e di una buona dose di shot di tequila nella Mumbai millennial (dall’8 dicembre al 12 dicembre presso la Saletta de La Compagnia, ore 18.00).

My India/Megalopolis, mostra fotografica di Rocco Rorandelli
Inaugurazione alla presenza dell’artista giovedì 7 dicembre ore 12.30 presso lo spazio espositivo C.A. Ciampi (via de’Pucci 16) del Consiglio Regionale della Toscana.

Middle East Now Festival 2023 in anteprima.

Perché un’anteprima? Lo scopo di questo articolo, anteprima del Middle East Now Festival 2023 a Firenze, è quello di aiutare a seguire il massimo delle molte offerte che potete trovare al Cinema la Compagnia, via Cavour. E’ sempre più evidente l’importanza dei Festival del Cinema. C’è carenza di distribuzione di film significativi, che narrano di problemi attuali o fanno la storia di eventi passati con una narrazione avvincente. Il linguaggio del buon Cinema arriva alla sfera non cosciente, producendo, a volte, un cambiamento nel modo di pensare che lo spettatore non governa.

Quando e dove.
A Firenze, dal 10 al 15 ottobre, al Cinema La Compagnia e al Cinema Astra – e anche online sulla piattaforma Più Compagnia / MyMovies, Middle East Now Festival è tornato con la quattordicesima edizione.
Un viaggio in Medio Oriente con 35 film e tante anteprime italiane e internazionali. Una selezione di titoli che ci farà conoscere storie forti, personaggi e temi d’attualità, che raccontano il Medio Oriente di oggi.
Quest’anno si è aggiunto alla programmazione del Festival un nuovo punto di forza, la piattaforma Real Screen 2023, a supporto dei giovani registi dal Medio Oriente e Nord Africa.

Il programma che si svolge alla Compagnia.
Martedì 10 ottobre
Il festival viene inaugurato da A Gaza weekend di Basil Khalil (Palestina, Regno Unito, 2022, ‘90).Un’esilarante avventura comica di confronto-scontro culturale fra Israele e Palestina.

11 ottobre
Ore 21.00 – ingresso gratuito per studenti con tessera universitaria –Evento speciale per l’anteprima italiana di “Q” di Jude Chehab (Libano, Stati Uniti, 2023, 91’). “Q” descrive l’insidiosa influenza di un ordine religioso matriarcale segreto in Libano – Al-Qubaysiat, di origine siriana. E’ un racconto multigenerazionale dell’eterna ricerca di significato nella vita. Anteprima italiana, alla presenza della regista.

12 ottobre
fra le 17 e le 19.30 lo spazio è dedicato ai Cortometraggi. Prima tappa di un viaggio alla scoperta di storie che ci portano in Egitto, Marocco, Afghanistan e Giordania. Il punto delle 19.30 è dedicato, a ingresso gratuito, nell’ambito delle Microstorie in transito, a : il Kurdistan raccontato in immagini, con la partecipazione di Rawsht Tawana, fotografo e curatore curdo, che apre al pubblico per la prima volta il suo archivio
Alle 20 un viaggio speciale nei sapori della cucina del Middle East,
a cura di Silvia Chiarantini, con il supporto di Abramo Saade. Si intitola
Tutti nello stesso piatto: Iran, Libano, Siria e Palestina. Un mappamondo culinario! Ogni anno un evento sold out.
La serata termina con il film Winners di Hassan Nazer (Iran, UK, 2022, 85’) E’ un bellissimo omaggio al cinema iraniano, da anni preso di mira dalla politica repressiva. Racconta dello smarrimento di una statuetta-premio, un Oscar, ritrovata da due bambini e le peripezie da loro affrontate per riportarla al legittimo proprietario.

13 ottobre
Inizia alle 17 la seconda tappa del viaggio realizzato con la proiezione dei corti da Kurdistan, Iran, Siria, Israele, Turchia, Iraq. Quest’ultimo alla presenza del regista. Segue Baghdad on fire di Karrar Al-Azzawi, descrizione della lotta per la libertà in Iraq di una diciannovenne irakena e dei suoi amici. Molti dei quali, però, non reggono la durezza dello scontro e abbandonano la piazza. Per finire, alle 21, Alam, di Firas Khoury (Tunisia, Francia, Palestina, Arabia Saudita, Qatar, 2022, 105’), la storia di un giovane Palestinese e del suo innamoramento, che lo trasforma in attivista politico.

14 ottobre
Alle 10.30, al Cinema La Compagnia, presentati i progetti di documentario work-in-progress (WIP) di 6 giovani registi, provenienti da Iraq, Turchia, Afghanistan, Algeria e Libano. Ricercano un dialogo con il pubblico e professionisti del mondo del cinema. Desiderio di un feedbak e, insieme, partecipazione alla selezione, premiata con il Meddle East Now Real Screen Award.
Da segnalare, alle 18, Lyd di Rami Younis e Sarah Ema Friedland (Palestina, Gran Bretagna, 2023, 78’) In anteprima europea bellissimo documentario di fantascienza che segue l’ascesa e la caduta di Lyd, una metropoli vecchia di 5.000 anni, un tempo una vivace città palestinese, conquistata con la fondazione dello Stato di Israele nel 1948
Alle 20.45 Shayda (Australia, Iran, 2023), lungometraggio d’esordio della regista iraniano-australiana Noora Niasari, in anteprima italiana prima di uscire nelle sale. Il ritratto poetico della vulnerabilità ma anche dell’anima radiosa di una donna iraniana che rivendica con coraggio i suoi diritti.
Alle 22.45 Je t’aime Ronit Elkabetz di Moran Ifergan(Israele 2022, 71′) Un documentario magistrale che utilizza l’archivio e la collezione radicale dell’incredibile guardaroba di Ronit, iconica regista e attrice israeliana, per costruire un saggio per immagini sul potere del cinema, il potere della moda, e su una donna indimenticabile, mancata nel 2016, che rappresenta e incarna il più profondo desiderio umano di libertà. Anteprima italiana

Domenica 15 ottobre, l’ultimo giorno
Dalle 10:00 alle 13:00 alla Scuola d’Arte Culinaria Cordon Bleu Saghar Setareh, autrice del libro “Melograni e Carciofi. Ricette e ricordi di un viaggio dall’Iran all’Italia”, presentato il giorno precedente alle 19.30 a La Compagnia, fa una dimostrazione / workshop culinario.
Alle 17 alla Compagnia Mohsen Makhmalbaf, maestro del cinema iraniano, tra i più influenti registi del cinema contemporaneo presenta ilsuo ultimo film Talking with rivers (Iran, 2023), un dialogo tra Iran e Afghanistan, una storia per riflettere sul destino storico dei due paesi fino al ritorno dei talebani in Afghanistan. A seguire il documentario The list (Afghanistan, 2023) di Hana Makhmalbaf, figlia del grande regista, che ci riporta alle immagini dell’aeroporto di Kabul immediatamente dopo il ritorno dei talebani, e alla grande mobilitazione per portare in salvo fuori dal paese artisti e registi a rischio di essere giustiziati.
Alle 21 Cerimonia di chiusura e Premiazioni:
“Middle East Now Audience Award” al miglior film votato dal pubblico
“Premio Cinema Iran – Afghanistan 2023” al miglior lungometraggio / documentario dall’Iran
“Middle East Now Staff Award 2023” al miglior corto o mediometraggio
“Best OFF” al miglior cortometraggio d’autore assegnato da OFF Cinema
A seguire il film di chiusura Bye bye Tiberias di Lina Soualem
(Francia, Palestina, Belgio, Qatar, 2023, 82’)

Effetto Venezia alla trentottesima edizione.

Quest’anno, dal 2 al 6 agosto, la città di Livorno, con Effetto Venezia, diventa cinema. Proiezioni sui palazzi, spettacoli, talk e mostre a tema sono alcuni dei mezzi pensati per realizzare questa metamorfosi. Tutto inizia con un video, fatto per l’occasione, ironico e geniale, traboccante di fierezza per la bella Livorno.

Registi, attori e altre celebrità.
Ospiti importanti, a cominciare dal regista Matteo Garrone. A seguire Carolina Crescentini e Giuliana De Sio, Ninetto Davoli, Paolo Virzì, Francesco Bruni e Daniele Ciprì, fino alla costumista premio Oscar Gabriella Pescucci e all’hair stylist designer internazionale Massimo Gattabrusi.
Al Teatro Vertigo, unico teatro del quartiere, la programmazione comprende proiezioni cinematografiche. Si ha anche il Teatro di strada, pensato per diffondere la Festa in ogni angolo della Venezia.

Cinemenù
Anche il cibo risuona di Cinema con i Cinemenù, ispirati ad Arancia Meccanica; Pirati dei Caraibi; Harry Potter per dirne alcuni. Gli esercenti di pizzerie, ristoranti trattorie, hanno in parte aderito a Effetto Venezia di questa edizione cinematografica, intitolando un piatto ad un film famoso.

Mostre
Molte le Mostre, tante che è impossibile descriverle (e vederle)tutte
Per fortuna alcune si prolungano oltre la fine del Festival, dando tempo di vederle con calma. La 6 giorni è veramente fitta di eventi, spesso svolti in contemporanea. C’è perciò l’imbarazzo della scelta.

Al Museo della città il legame tra la città dei 4 Mori e il suo mare, i cambiamenti sociali e di costume a Livorno, sono raccontati attraverso un secolo (a cavallo tra l’800 e il 900) di fotografi e di fotografie. A partire dal dagherrotipo della Dogana D’Acqua attribuito ad Aristide Castelli del 1845 ca. Livorno accoglie precocemente l’invenzione della fotografia. Infatti, già nel 1843, a soli 4 anni dalla scoperta del dagherrotipo, Giuseppe Marzocchini aprì proprio a Livorno il primo studio fotografico in Toscana, un primato che riguarda non solo Livorno ma tutto il territorio regionale, come rivendicato in una pubblicità della fine del secolo che definiva lo Stabilimento Marzocchini “la più antica fotografia di Toscana”.

A Palazzo Huygens apre la Mostra “Il cinema muto a Livorno”, a cura di Cooperativa Itinera con i materiali della Biblioteca Labronica “F.D.Guerrazzi”. Attraverso la documentazione iconografica e le cronache dei quotidiani locali conservati presso la Biblioteca, la mostra racconta l’arrivo del Cinématographe Lumière a Livorno e la reazione subitanea della città a questa nuova “curiosità”.

A Via della Venezia è possibile trovare locandine dell’archivio del Cinema 4 Mori.
C’è anche una mostra di locandine fake, e questa si trova in Via della pina d’oro 2. S’intitola “Locandine mai viste del Cinema Italiano”. E’ una rassegna di falsi storici e (questa è bella!) futuri, a cura di Extra Arts & culture.

Formazione
Effetto Venezia si occupa pure di formazione, realizzando un corso quotidiano che passa in rassegna ogni fase della costruzione di un film. Sono tre ore al giorno, dal 2 al 6 agosto, per gli adulti, un’ora al giorno per gli adolescenti.

Musica.
La Musica, collegata in vario modo al Cinema, è un altro importante elemento di questa incredibile festa. Viene eseguita la musica di Ennio Morricone nella “trilogia degli animali” di Dario Argento. La Fortezza Nuova è il luogo deputato per la proposta musicale con tre concerti clou, del maestro Nicola Piovani con “La musica è pericolosa – concertato”, del gruppo Compay Segundo per il 25° anniversario dei “Buena vista social club” e quella dei Calibro 35 con il nuovo album “Nouvelles aventures”.

Riflessi di cinema.
Nel bel cartellone del Festival si allude al progetto “Riflessi di cinema” cioè all’illuminazione delle facciate dei seicenteschi palazzi della Venezia con storie del cinema. E’ dislocata secondo un percorso che dalla Fortezza Nuova arriva agli Scali Finocchietti passando da Scali del Refugio. Nello spirito di animare le molte vie e piazze del rione, facendole partecipare tutte a questo festival dai mille volti.

Alberi di luce, l’arte che contrasta il disumano

Alberi di luce, prima personale di Luciano Sabadin, classe 1957, originario di Villastellone (TO), si svolge nella bellissima Galleria Etra Studio Tommasi di Firenze, via della Pergola fino al 27 maggio. La scelta espositiva si deve alla conoscenza fra la curatrice della Mostra, Ilaria Maria d’Urbano, e Francesca Sacchi Tommasi, colei che tiene viva la galleria, ereditata da bisnonno e nonno scultori di pregio.

Presenti 30 opere di Luciano, che dipinge con colori acrilici, un bianco e nero fortemente contrastato. Il suo bianco è luce che trapela fra i rami e spesso riempie gioiosamente una radura del bosco. I disegni sono dettagliatissimi, variegati, e mostrano una grande capacità di illustrare il bosco in diversi momenti della giornata, al variare delle stagioni. Rarissime le note di colore, che in un quadro sono puntini rossi per descrivere un cespuglio con le sue bacche. In genere la descrizione è incentrata sul contrasto fra la luce e l’ombra del bosco. Si tratta di un paesaggio che riemerge nel ricordo del luogo dove è nato il Sabadin.

La creatività di Luciano inizialmente si era espressa in musica. Faceva parte del Quartetto Italiano, per il quale scriveva anche i testi delle canzoni. Per vent’anni vi si è dedicato. Nel 2011 passa a fondare LS Eventi, una società che opera sul fronte della formazione e fornisce manager. Clienti alcuni dei più importanti personaggi dello sport e della cultura italiana. Tra questi Pupi Avati, Piergiorgio Odifreddi e Oscar Farinetti, che hanno voluto contribuire con un loro testo al catalogo della mostra.

Dipingere, per l’artista, è un percorso che intraprende durante i difficili due anni di pandemia appena trascorsi. Un mondo nuovo e sconosciuto, in cui entra perché moglie e figlio gli regalano un cavalletto, delle tele e dei colori. Inizia a dipingere, a sperimentare, produce opere, raccoglie apprezzamenti favorevoli da amici, da addetti ai lavori e da alcuni personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura. Pupi Avati, il primo ad aver visto I suoi lavori, lo incoraggia a mostrarli al pubblico.

E’ sorpreso lui stesso che la sua creatività sia incentrata sul bosco, e che abbia la capacità di disegnarlo così accuratamente, e con risultati estetici indiscussi, benché mai prima si fosse dedicato al disegno.

Da subito, quando mi ha palesato questo suo sincero stupore, mi è venuta in mente l’ultima mostra, circa un anno fa, dello psichiatra e artista Domenico Fargnoli, tenutasi alla Galleria Tornabuoni di Firenze. Non per l’argomento, perché il bosco di Fargnoli era creato dal movimento di pannelli trasparenti disegnati con colori vivacissimi, che filtravano la luce in modo imprevedibile, a seconda del movimento delle superfici. Inoltre lo sguardo del visitatore poteva vedere ambo i lati, a differenza di quello che si può vedere di un quadro.

Ma è il testo di accompagnamento alla mostra, scritto dallo stesso Fargnoli,che ho inserito qui sotto, che offre un’interpretazione allo stupore di Luciano Sabadin di fronte all’insorgenza della sua nuova capacità creativa.

E’ intitolato Arte contro la guerra (https://www.youtube.com/watch?v=CADaESuGUgE)
e recita così:
“…all’inizio è la reazione alla luce a renderci umani…
Alla nascita l’uomo non ha l’istinto di morte, non conosce la violenza.
Deforestazione, pandemia e guerra: come convivere oggi con prospettive e realtà divenute catastrofiche? La distruzione dell’ambiente che libera virus mortali e la guerra sono il punto di arrivo di un delirio autodistruttivo che rischia di risultare incomprensibile. Delirio collettivo altamente contagioso. L’arte è testimonianza dell’esistenza e sopravvivenza dell’umano in momenti drammatici; dipingere allora con la mente cioè con la luce. Una luce che non si spegne ma che da’ alle immagini la trasparenza attraverso cui filtrano e possono acquistare un senso anche le vicende più terribili. “Bisogna avere il coraggio di vedere la poesia là dove gli altri non la vedono, di farla nascere là dove gli altri di solito l’uccidono” L’arte contrasta l’annullamento di ogni significato in un mondo in cui non sappiamo se continueranno ad abitare gli uomini.”

Taste 16, la fiera delle meraviglie.

Taste, una Fiera, delle meraviglie. Rappresentate da piccole e micro imprese, in numero elevato, cosa che conferma la biodiversità del territorio italiano, una delle sue grandi ricchezze. Imprese a business familiare, che si trasmette da una generazione all’altra. Altre volte sono create da giovani coraggiosi( in buona parte donne). 588 gli espositori, di cui 100 new entry. Tre giorni in presenza, dal 25 al 27 gennaio, alla Fortezza da Basso di Firenze.  Pitti Connect, lo shop online, dura fino al 25 luglio 2023. Tale piattaforma era disponibile anche prima dell’apertura della  fiera. Le  imprese vi si sono presentate, con la loro storia e i loro prodotti. Ciò ha facilitato l”incontro successivo con potenziali clienti.

Assaggi.

I visitatori, in numero di più di 5000, hanno avuto l’agio di assaggiare  i prodotti, dispiegati nei grandi spazi dei due padiglioni, Spadolini e Cavaniglia. Il  percorso di visita termina in un fornitissimo shop. Da attraversare per  uscire. Dopo aver assaggiato  il crudo Devodier, eccellenza della salumeria italiana, sei contento  di poterlo acquistare per gustarlo  a casa. Idem per il formaggio 100% bufala, fatto nella provincia di Bergamo. Caratteristiche organolettiche di elasticità rendono piacevole al palato anche il più semplice di questi formaggi di latte speciale.. Deliziosi gli assaggi della troticultura Cherubini, creata a 650 metri, nei Monti Sibillini, territorio incontaminato fra Marche e Umbria. Il pesto portato a Taste viene fatto in varie località. Quest’anno ho assaggiato quello dell’azienda agricola Ramella, perché il basilico utilizzato è ligure, della provincia di Imperia. Ha Il gusto inimitabile dovuto al clima marino. Conquista la vista, prima ancora del gusto, l’esposizione di formaggi La Casearia Carpenedo. I protocolli di lavorazione sono frutto di anni di esperimenti e perfezionamenti. L’acqua Plose, da anni uno degli sponsor della Fiera, offre all’assaggio un gran numero di bibite salutari. Buonissimo il succo bio di Mirtilli, senza coloranti né conservanti. Una serie di Acque toniche, spritz, ginger ale, è studiata per piacevoli aperitivi analcolici.

Probiotici

Allo stand di Synbiofood, ricette gourmet di corretta alimentazione, preparate con cura e fantasia a Civitanova Marche, ti trattano come al ristorante. Fanno arrivare  la pasta cotta e  la mescolano con il contenuto di un barattolo di tonno e verdure, pastorizzato delicatamente a 90 gradi, per conservare tutti gli aromi del fresco. L’idea che guida questa produzione è di mettere in vendita cibo preparato con la maestria di  un appassionato di cucina e che risulti come appena fatto. Dopo aver sperimentato con successo ricette originali servendole al ristorante, sono passati alle confezioni da vendere in negozio, nel reparto frigo, I probiotici che contengono sono frutto di  una messa a punto con i nutrizionisti.

Dolci

Per i dolci  interessante l’idea di Antonio Mattei, cantucci di Prato, di venderli , oltre che nel classico sacchetto azzurro, in una scatola di latta, chiamata Tosca, confezione regalo, in tre diversi colori . Da segnalare, in campo dessert, anche un gelato, dolcificato con il miele, perfetto anche quando fa molto caldo perché, per  il gusto pochissimo zuccherato, rinfresca senza causare sete. Si chiama Gusto 17. E’ prodotto giornalmente, in un  numero limitato di gusti. Il miele è fornito dall’apicultore artigiano Giorgio poeta. Questa operazione gelato è una concreta mano tesa  per la salvaguardia delle api, che sono a rischio estinzione.

Tutti gli assaggi sono accompagnati da racconti di come vengono realizzati  i prodotti. Una gioia per il palato e la narrazione di un connubio fra arte e scienza.

Taste talks

In parallelo si svolgono conferenze molto seguite, al salone dibattiti Unicredit al piano Attico Sono i ring, curati da Davide Paolini. Alcune, in collaborazione con la Coldiretti, trattano le frodi internazionali realizzate utilizzando il cosiddetto Italian Sounding, cioè l’uso di  nomi su prodotti alimentari contraffatti che ne richiamano  di simili italiani. Dice Coldiretti:” La Toscana è la regione più imitata al mondo. Il danno raggiunge i  6 miliardi di euro” Oltre a confrontarsi con l’ispettorato centrale per le repressioni frodi, la Coldiretti ha recentemente modificato Il testo unico della riforma del sistema delle indicazioni di origine. E contemplerà, tra le azioni, anche quella di contrastare l’agropirateria web a tutela delle produzioni di qualità.

Un altro ring  “I suoni del cibo” ha interrogato musicisti ed esperti sul rapporto fra suono e cibo. Ma soprattutto è intervenuto il rappresentante di una ditta familiare, Caimi, specializzata nell’insonorizzazione dei ristoranti. Il rumore è di gran lunga più nocivo alla degustazione del cibo  di un abbinamento musicale inappropriato. Oltretutto quest’ultimo è molto soggettivo, mentre  il disturbo arrecato dal rumore è per tutti garantito, anche se alcuni coscientemente non lo avvertono. Questa ditta è un unicum italiano, che esiste dal 1949 e si è costruita un suo know how molto originale, che trova oggi un mercato solo da poco capace di capirne l’importanza.

Un interessante Taste talk “Mi dedico alla terra” ha fatto conoscere ben quattro  imprenditrici innovative nel campo dell’agricoltura, che lavorano in habitat italiani molto diversi. Due di loro, molto giovani, aprono la loro terra alle scuole, invitando bambini piccoli, dell’asilo e delle elementari, a visitare i loro possedimenti, per appassionarli alla natura. Nina Mangani, insieme con il marito agronomo, ha creato il Feudo Mondello in Sicilia, dando origine ad una produzione di pasta di altissima qualità. Ha costruito una fonte di lavoro per figli e nipoti, in una zona in cui non era stato mai coltivato il grano.

Libri che parlano di cibo

Altra proposta per i visitatori di Taste: una libreria organizzata da Guido Tommasi editore. Facile trovarvi il libro Tutti i colori di Acquarello, presentato in Unicredit Taste Arena. Più difficile abbracciare la  numerosa, incantevole serie di collane dedicate alla cucina e ai modi di cucinare nel mondo. Il catalogo generale dell’Editore, preparato con maestria ed eleganza, è altamente consigliato per poter entrare in questa galassia della creatività umana.

Arredi per la tavola.

Una sezione della fiera si occupa di Taste tools. Infinito Design, azienda italiana, realizza soluzioni d’arredo innovative per la tavola, pensate per professionisti dell’alta ristorazione e per aziende del lusso, come il settore nautico. Realizzate con design esclusivo e personalizzato, in  Krion, materiale innovativo molto resistente e riciclabile, non  poroso,  antibatterico. Sono completate con  candele sinestetiche,  che lo chef confeziona con un aroma che aumenti o cancelli l’aroma del piatto, al momento che il cliente lo gusta.

Concludendo.

Ben lungi dal considerare questo articolo esaustivo di tutto ciò che la Fiera Taste è in grado di offrire, spero solo di aver messo in luce l’enorme importanza che una simile vetrina di piccole e micro imprese, collegate in vario modo al cibo, riveste, per  pubblicizzarne l’esclusività e difenderne la commercializzazione.

 

Fragranze 20. Scienza e creatività nei profumi.

Pitti fragranze, alla sua ventesima edizione lo scorso settembre, è una festa di godimento e, insieme, racconti di scienza e creatività nei profumi, utilizzati per dare personalità a ogni creazione. In bilico fra tradizione e novità, si cerca una fusione di massimo appeal. La presenza di tanti nuovi profumi-quasi 160 fra brand e aziende presenti- ci dice di una molteplicità di proposte Viva le differenze! Però qualcuno dovrebbe studiare un tipo di manifestazione di cultura olfattiva “a puntate”, in modo da permettere ai sensi dei visitatori di giudicare ogni profumo con uguale capacità.

L’ascolto degli interessanti talk che si tengono durante la fiera è un aiuto al recupero dell’olfatto, oltre ad essere fonte di conoscenze e riflessioni.

Perfume Symphony talk.

Il racconto Perfume Symphony illustra le complessità di creare un prodotto, dovendo affrontare la percezione umana con i suoi tempi ”molecolari” e la chimica delle sostanze utilizzate, di persistenza variabile. Questa conferenza è tenuta da Enrico Maraffino, cofondatore e direttore di produzione della Label -profumi d’ambiente-Esordisce invitando a chiamare triangolo la cosiddetta piramide olfattiva e la disegna capovolta, col vertice in basso. E’ più espressiva, così capovolta, di quale sia la nota dominante percepibile dal naso. Poi ci passa a poco a poco le diverse componenti utilizzate per confezionare una profumazione, illustrandone le caratteristiche e i motivi per cui le une prevalgono sulle altre o le modalità con cui si armonizzano. Alla fine del talk ci viene donato un sacchettino contenente il risultato, con l’aiuto del quale, a naso in riposo, potremo valutare il piacere che ci suscita.

Profumeide

Ci risulta più chiaro perché Alba Chiara De Vitis, il naso di Profumeide, eserciti la sua creatività ricorrendo ai big data, che sa usare essendo una Matematica. Ed anzi, grazie a questa tecnica , supera il concetto della piramide olfattiva. Le varie componenti possono essere messe nel composto di prova in dosi variabili in modo infinitesimale, fino a raggiungere le sfumature volute. Una tecnica di simulazione che sarebbe impossibile senza l’aiuto del computer. Un approccio che crea un metodo di machine learning. Questo permette di fare una ricerca emozionale, al fine di ricreare l’esperienza di memorie ed evocazioni olfattive. In occasione di Pitti Fragranze 20, Parfumeide presenta la collezione Amores con tre delle infinite sfumature dell’amore. Questa start up reparto Spring, nuova e innovativa, ha inventato il portale Firenze Parfum, per raggruppare l’expertise fiorentina del design olfattivo.

Il Muro alchemico.

Special Guest di questa edizione, Alessandro Gualtieri, un Naso molto noto nell’ambiente, ha progettato un incontro col pubblico che salta l’ostacolo dell’odorare le sue creazioni. Il muro alchemico, così si chiama il progetto, invita a entrare da soli in una stanza, leggere le parole da lui scritte sul muro, individuare ciò che ci crea problema e prendere una bottiglia dei suoi profumi dallo scaffale per infrangerla contro “il problema”. Dà cioè a questa azione il potere di sublimare la frustrazione, di purificare la mente, liberando le emozioni represse. E’ sicuramente il modo di accendere la curiosità sui suoi profumi, che in questo contesto non erano valutabili.

Abaton

Abaton ci porta nel mondo del chinotto, della storia del suo utilizzo nel passato e delle lavorazioni di oggi, che danno origine a una linea di cosmesi e una di profumi, oltre a quella alimentare. Fino dall’800 è stato utilizzato in campo alimentare, correggendone l’amaro con zuccheri aggiunti. Oggi si può acquistare un’intera linea di cosmetici solidi, la Good Glamour Green. Ecosostenibili, racchiusi in un cofanetto ligneo a semisfera, premiato per il design unico e ricercato, biodegradabile. Dalla ricca fioritura del chinotto, dalle sue foglie e dalle scorze, sono nate tre diverse fragranze: Chinotto Dark – Chinotto Gourmand e Fior di Chinotto che catturano il profumo rispettivamente del frutto verde, del frutto maturo e del fiore. In campo alimentare si può acquistare un barattolo di chinotto candito, o lo stesso in una confezione “aperitivo” che contiene anche una bottiglia di prosecco e una ricetta esclusiva.

La Moldavite

Lo stand di Oliver Durbano è un’isola di poesia. Lavora un profumo all’anno, ispirato da una pietra. Quest’anno è dedicato alla Moldavite, abbinata al colore verde, colore della natura, che richiama il rinnovamento. Oliver narra che più di quattordici milioni di anni fa l’impatto di un meteorite sprigiona nell’atmosfera terrestre gocce di roccia fusa che danno vita alla Moldavite. Scienza e creatività per ottenere il profumo, cui l’autore dà il significato di unione fra Cielo e Terra. Illustra le simbologie tratte dal numero d’ordine di questa creazione, la diciottesima. L’amore per le pietre si spiega col fatto che l’Autore è un gioielliere, solo in seguito dedicatosi ai profumi. Come molti altri nasi, dà grande spazio al racconto di come nasce un profumo. Questo racconto è stimolante anche per chi lo indossa.

Maestria Artigianale

Wesker racchiude i profumi in grandiosi flaconi meticolosamente realizzati a mano e modellati uno a uno artigianalmente. Hanno una superficie marmorizzata con colori vivaci e sottili foglie d’oro. Questa maestria artigianale si combina ad Alta Profumeria, coinvolgendo anche la vista nel godimento olfattivo.

Skincare

I prodotti di skincare EMA BART sono una linea eco-sostenibile di 13 prodotti viso, 3 prodotti corpo e 3 solari. Completamente naturale, con sostanze funzionali ad altissima concentrazione a base di olii, burri, piante ed estratti botanici da agricoltura biologica, associati a composti e molecole attive derivanti dalla ricerca dei laboratori più avanzati d’Europa. Ha scelto di presentarsi unica fra i profumi forse per non essere confusa con prodotti di skincare di molto minor valore.

Trésor de l’Osmothèque

Fra i talks merita riportare notizie sull’ Osmothèque, il primo archivio storico dedicato al profumo, situato a Versailles, che è nato trent’anni fa da Jean Kerléo, allora profumiere di Jean Patou, e un team di membri della Società Francese del Profumo. Isabelle Chazot, ricercatrice in storia del profumo, Presidente del Comitato Scientifico , ha tenuto a Fragranze il Talk “Trésor de l’Osmothèque”. Una serie di profumi perduti nella loro formula originale è stata riformulata L’idea portante di questa Istituzione, ha spiegato la ricercatrice, “era diventare la biblioteca nazionale del profumo. Un progetto aperto a tutti, un ponte tra l’industria del profumo e il mondo della cultura, con la volontà di promuovere il profumo come un’opera d’arte.” Profumi del passato ricreati. E non solo, perché la collezione viene aggiornata con continuità nel presente.

Sergio il Profumo

La nascita di un profumo , Sergio, è oggetto di un talk di Laura Bosetti Tonatto (Essenzialmente Laura). E’ un omaggio a Sergio Bernal, 32enne danzatore spagnolo che si divide tra danza classica e flamenco, uno dei nomi di punta del balletto mondiale. “Il flamenco non è un ballo, è un sentimento, un modo di parlare con il pubblico” afferma Laura. E prosegue “Ha preso vita dal momento in cui ho visto Sergio Bernal ballare sul palcoscenico…volevo rappresentare tutta la forza e l’intensità della sua danza”. Scienza e creatività collegate ad una passione è dunque la genesi del suo profumo.

Sense the Senses

Di sensi, sinestetica, riflessioni sulla consapevolezza che ciascuno ha dei propri sensi, Giovanna Zucconi, Tania Gianesin e Elena Abbiatici dibattono nel Talk Sense the senses. Mirando a farci scoprire come vengono usati i sensi (molto più di 5 ne abbiamo!) nella creatività in campo artistico, sociale e nel quotidiano. E, naturalmente, in Profumeria.

Dopo questa esperienza di immersione nel mondo dei sensi mi stupisco pensando che esistono persone che non amano profumarsi o incontrarsi con persone profumate. Mi addolora anche pensare che uno degli effetti collaterali del Covid, per alcuni, è quello di produrre loro, per un periodo o per sempre, una lesione alla sensibilità olfattiva.

 

Le scimmie di Simone Fugazzotto alla Galleria del Palazzo Coveri

Simone Fugazzotto, alla galleria del Palazzo Enrico Coveri fino al 13 ottobre, in alcune tele scimmiotta le attività umane  con l’aiuto di scimmie e scimmiotti.

Scimmiottare, dice il dizionario, è schernire qualcuno imitando i suoi modi o comportamenti. Dal titolo“Primate Collection S/S 23” si capisce la volontà di rendere onore a Pitti Immagine Uomo 102, a Firenze proprio nelle stesse date del vernissage.

Finché tratta di Moda, il messaggio delle tele può essere interpretato come un richiamo all’ordine rivolto agli umani, che li mette in guardia dall’Apparire, grazie ad abiti belli, costosi e alla moda, senza Essere.

Però con queste tele, tutte di grandi dimensioni, a tecnica mista, con pennellata intensa, materica, l’artista esprime grande spessore simbolico, che non è sempre univocamente comprensibile.

Nel quadro che mostra alcune baby scimmie con palloncini- c’è chi li gonfia e chi li guarda soddisfatto di possederne tanti colorati- l’ambiente è una magica foresta tropicale lussureggiante. Questa composizione sembra ammonire gli umani di non sottrarre ai piccoli l’ambiente in cui sono nati e dove possono giocare liberamente. Quindi qui gli animali, magistralmente disegnati come in tutte le opere in mostra, non sono metafore, ma scimmiette che sembrano invitare gli umani a comportarsi responsabilmente verso la natura. Il messaggio deve essere particolarmente caro all’artista perché questo disegno è stato scelto per decorare una bella sciarpa leggera, i cui colori lievi e fusi con maestria la fanno ideale accessorio di abiti di varie fogge.

C’è ironia nell’abbraccio fra madre e figlio incappucciati nelle felpe: “Not sapiens” sulla manica dell’adulto. “Just ape” sul cappuccio della baby scimmia. Questa opera artistica richiama le diatribe scientifiche sulla derivazione o meno degli umani dalle scimmie, iniziata con Darwin e spesso ripresa e ad oggi non universalmente conclusa. Arte e Scienza quindi, una seria contrapposizione espressa qui in linguaggio spiritoso.

Arcimboldo, l’artista che, in altra epoca, ha creato figure umane da un incastro di frutta e verdura, ha ispirato Trashimboldo, il quadro che ritrae l’artista che, per descrivere il mondo attuale, invaso dai rifiuti, costruisce un’immagine di sé componendo pile ed imballaggi deformati dall’uso. E’ un esercizio di bravura questa opera, e insieme un richiamo al “Pianeta delle scimmie”, il film del 1968 che preconizzava che la terra, distrutta dagli uomini con una guerra nucleare, nell’arco di alcuni millenni aveva fatto regredire gli umani ed evolvere le scimmie. Quindi erano le scimmie a governare la Terra.

Anche le carte da parati sono fonte di ispirazione per questo artista, contribuendo in un quadro, Cozy Quarantine, con la loro capacità di creare ambienti raffinati , a smorzare la feroce satira sulle disposizioni emanate dai politici durante il Covid. La prigione cui si è sottoposti per la quarantena ha le sbarre a rombi fioriti della carta da parati, che almeno impediscono l’emergere di una rabbia distruttiva.

Basta una carta da parati ad arabeschi d’oro su fondo nero, applicata ad una parete dove si appoggia uno scimpanzé, esso stesso dipinto con gli stessi arabeschi, a renderlo regale? Di nuovo una domanda pare uscire dal quadro: Parere è uguale ad Essere?

Per ognuna delle tele, che affrontano anche altri problemi di attualità, si può costruire un senso, che sarà ovviamente soggettivo. L’Artista afferma che l’intenzione della mostra è far riflettere sui nostri atteggiamenti, su virtù, vizi e debolezze.

Interessante sarebbe confrontare le varie interpretazioni dei visitatori. Scopriremmo sicuramente grandi differenze , cosa che ad un artista non può non piacere, dato che in cuor suo si augura quasi certamente di riuscire a rendere universali le sue intuizioni.