On ira(Buon viaggio, Marie), un delizioso road trip al 17.mo France Odeon
On ira, di Enya Baroux , è un film che, sotto forma di delizioso road trip, tratta un argomento attuale anche in Italia, dove si lotta per l’eutanasia, visto l’invecchiamento della popolazione e la mancanza di una legge apposita. L’invecchiamento porta con sé, in molti casi, una malattia incurabile che dà tanto dolore. Marie, una dolce e piacevole ottantenne, è appunto nella condizione di essere sfinita dalla malattia incurabile. Ha nascosto a lungo il suo stato al figlio Bruno, troppo immaturo e inaffidabile, e alla nipote adolescente Anna che le vuole molto bene. Ma ha preso la decisione di andare in Svizzera per l’eutanasia. Due i problemi: farsi accompagnare in Svizzera e, soprattutto, far capire al figlio e alla nipote che la debbono aiutare a mettere in atto la sua volontà, senza litigi, comprendendo che è un suo desiderio concludere ora la sua vita. Malgrado le premesse, il film, pur non nascondendo le problematiche che Marie deve fronteggiare, riesce a tratti a diventare commedia, ma soprattutto fa chiaramente capire che la decisione di morire è una libera scelta di Marie, in piena consapevolezza . Non raccontare qui i piccoli episodi che si svolgono nel road trip verso la Svizzera è una scelta, per non sottrarre nulla al piacere della sorpresa in un film così poetico e, ad un tempo, scherzoso. Si potrà vederlo nelle sale già dal 20 novembre, con il titolo “Buon viaggio, Marie”
Un libro in onore dei combattenti ucraini al 17mo France Odeon
Il libro si intitola Carnets d’Ukraine (Allary Éditions). È scritto ed illustrato dal regista premio Oscar Michel Hazanavicius, che è venuto a presentarlo il primo giorno di France Odeon. È dettato dal desiderio di conoscere e far conoscere i combattenti ucraini, le loro facce, la loro storia. La genesi di questo libro è degna di essere raccontata. Il regista , allo scoppiare della guerra di invasione all’Ucraina, si è attivato fra i colleghi del mondo per ottenere materiale da mettere all’asta per raccogliere fondi per il popolo invaso. Ricorda, fra gli altri, Bellocchio che gli ha dato 2 Premi David vinti durante la sua carriera. È riuscito a totalizzare duecentocinquantamila euro, proventi interamente devoluti a United24, per la ricostruzione dell’Ucraina. Alla consegna, gli hanno chiesto di essere Ambasciatore in terra Ucraina. Per lui non aveva senso questa carica, se non era accompagnata da un’ulteriore manifestazione di solidarietà. Ha espresso il desiderio di conoscere e far conoscere i combattenti, le loro facce, la loro storia. Questo ha comportato per lui di recarsi al fronte dove era impensabile portare la strumentazione per fotografare. E quindi, ad ogni soldato con cui dialogava (con l’interprete), faceva alcune foto col cellulare. Il materiale raccolto gli serviva, al ritorno in albergo, per fare i disegni dei combattenti e scrivere pagine del libro. Hazanavicius ha così catturato il cuore di chi combatte. Un’istantanea sarebbe stata solo un particolare della personalità degli intervistati. Con i (bellissimi)disegni il regista ha trovato una rappresentazione molto vicina alla realtà umana di colui che voleva descrivere. Il disegno è nato dalla fusione delle foto di ciascuno con la “confessione” raccolta da Michel al fronte. Il disegno come una carezza sul volto sofferente, che, in qualche caso. con la creazione del disegno del volto, poteva divenire sorridente. Hanno chiesto all’Autore quanta paura aveva, al fronte. Ha risposto che, se fosse stato solo, ne avrebbe avuto molta. Circondato di soldati che, per forza di cose, avevano imparato la calma, ne è stato condizionato. Anche i proventi del libro vanno interamente a United24. Compratelo quindi e fatelo comprare.
Raccontando France Odeon
Raccontando France Odeon
Quest’anno il Festival del cinema francese di Firenze celebra 40 anni di storia: un lungo percorso iniziato con France Cinéma e che continua oggi con France Odeon. Quattro giorni, dal 30 ottobre al 2 novembre, durante i quali arriva dalla Francia la migliore produzione filmica dell’anno in anteprima, con attrici e attori che incontrano il pubblico in sala, con presentazione di libri e una mostra fotografica che espone anche molti manifesti dei passati France Odeon e France Cinéma.
Alcuni film da segnalare
Da segnalare un film, Le Mage du Kremlin, ispirato da un libro scritto a Firenze, che sarà proiettato fuori concorso l’ultimo giorno per darci un thriller ad alta tensione, dove la Storia si intreccia con la Politica. Vedremo pure un thriller psicologico, Vie Privèe, con la bravissima Jodie Foster, film che il direttore artistico Francesco Ranieri Martinotti ha preferito a varie altre possibilità. Molti altri validissimi, di cui si parlerà in dettaglio. Tutti i film introdotti dal Presidente Castaldi, fondatore del Festival, insieme a Francesco.
Il famoso regista Hazanavicius interviene al Festival non con un film, ma come scrittore di un libro sui combattenti ucraini, libro corredato di disegni da lui fatti sul campo della guerra. Lode al suo impegno civile.
Il tappeto rosso di France Odeon
Con l’ arrivo di tante personalità dello spettacolo, i responsabili di questo piccolo grande Festival hanno pensato come sostituire degnamente un tappeto rosso, che sarebbe stato impossibile stendere lella trafficata via del centro di Firenze su cui si affaccia il Cinema La Compagnia. Ed ecco l’idea geniale del direttore artistico: le moto rouges, a bordo delle quali il cast dei film raggiunge la Compagnia. Sono 2, un Falcone 500 del 1954, e da quest ‘anno, un’altra Guzzi, una Zigolo 110 del 1964.
Convegno Italia-Francia.
Un Convegno sull’AI, legato ad uno dei film proiettati(anche per le scuole), Dalloway, affronta i problemi legati a questa pervasiva tecnologia da due prospettive principali : l’influenza sul lavoro creativo e la crescente capacità di acquistare sensibilità umana di AI. Relatori Matteo Fedeli e Pascal Rogard, direttori generali della SIAE e della SACD, C’è Juana Torres, INRIA e il regista Michel Hazanavicius. Modera Ranieri Martinotti.
Una pre-apertura dedicata ai miti
La serata inaugurale è preceduta da un pomeriggio celebrativo di due miti. Si è voluto creare qualcosa di intimo, più adatto a ricordare , con tutto l’affetto che merita, Claudia Cardinale, scomparsa pochi giorni fa.
Claudia è protagonista con la Bardot di un western, Les Pètroleuses, scelto perché francese-regista Christian-Jaque, ma soprattutto, credo, per celebrare la sua erompente fisicità, mai sbandierata durante la sua lunga carriera, fatta di molti film d’autore, e condotta mirando alla simpatia e alla semplicità più che all’aspetto fisico.
Secondo mito celebrato nella pre-apertura è il regista Luis Malle. Con un documentario a lui intitolato di Claire Duguet, uscito alla Mostra di Venezia di quest’anno. Attraverso la ricostruzione di vita ed opere del regista si viene sballottati piacevolmente in atmosfere diversissime, come diversi sono stati gli argomenti trattati dal geniale Luis, aventi quasi tutti un messaggio etico e una capacità di raccontare molto personale, senza maestri né seguaci.
La malattia mentale e il Cinema. Il film Elisa di Leonardo Di Costanzo.
In agosto 2025 ben tre film sull’argomento malattia mentale sono stati proiettati nei Festival, uno, Elisa, alla Mostra di Venezia e due, Blue heron e Rosemead, al festiva di Locarno.
Aumentato interesse del Cinema per la malattia mentale?
L’interesse verso i malati psichici potrebbe essere legato all’apparire in cronaca, quasi quotidianamente, di rapporti umani malati, che spesso sfociano in delitti. Per vedere se l’aumentato interesse del Cinema per la malattia mentale corrisponde al vero, ho studiato l’elenco dei top 20 film che JustWatch ( https://www.justwatch.com/it ), la più grande guida al mondo di contenuti in streaming, ha stilato per il 10 ottobre, Giornata Mondiale della Salute Mentale. Vi sono elencate le migliori descrizioni che il Cinema ha prodotto sull’argomento Mente Umana in molte sue sfaccettature negli anni dal 1975 al 2015 . Dall’elenco ho estratto 11 film che che trattano di malattie mentali. Una mia ricerca personale ha portato ad aggiungere 9 film, a partire dall’anno 1965( I pugni in tasca). Quindi 20 film in 60 anni stanno ad indicare un film ogni tre anni sull’argomento. Confermando un aumentato interesse nell’oggi di registi e produttori nel creare personaggi disturbati, di cui narrare, con l’aiuto degli attori, più profondamente i comportamenti.
Se i due film di Locarno sono in attesa di essere distribuiti, il film Elisa, di Leonardo Di Costanzo, è stato distribuito nelle sale appena uscito a Venezia. Segno evidente che è stato giudicato molto interessante per il pubblico.
Come il regista di Elisa si avvicina alla malattia mentale.
Vediamo in particolare se il regista di Elisa si avvicina alla malattia mentale con maggiore maestria di molta stampa e di certe sentenze dei tribunali, che continuano ad usare formule stereotipate, inadeguate alla variabilità dei singoli crimini.
Due i protagonisti. Il criminologo Alaoui (Roschdy Zem),insieme professore universitario e scrittore di libri che registrano dialoghi con criminali. Di solito incontra tre volte i detenuti che hanno accettato un colloquio con lui, in cui trattano del delitto commesso. Con il materiale raccolto scrive i libri.
L’altra protagonista principale è Elisa, che dieci anni prima ha ucciso la sorella. La interpreta Barbara Ronchi, un’attrice straordinaria. Il suo sguardo, ora vuoto, ora misterioso, è indagato dal regista in continuità, in primi piani che non le danno requie . Non sai mai a quali sensazioni corrispondano le parole con cui narra se stessa. Recitare quel copione deve essere stato di enorme impegno.
Come si sviluppa il racconto.
Il professore criminologo ascolta, e registra. Fa interventi assertivi, duri, brevi. Non si mostra per nulla invitante. Tuttavia lei parla. Finché un giorno gli fa una domanda, a cui lui si rifiuta di rispondere, giustificando il diniego col fatto che lei sarebbe portata fuori strada nella sua ricostruzione, se si parlasse di lui. Elisa gli aveva detto di aver trascorso 10 anni senza mai parlare dell’omicidio, quindi il criminologo è convinto che aver accettato di parlarne con lui gli dia pieni poteri. . La razionalità è fuori luogo in una situazione di malattia mentale. Il suo diniego infatti rompe il rapporto che si era creato fra i due. L’effetto su Elisa è di non ottenere aiuto ora che per la prima volta lo chiede. Eppure si era rammaricata, in precedenza parlando con lui, di non aver saputo chiedere aiuto ai suoi! Risultato: interrompe le confessioni.
Perché la struttura carceraria ha accettato di proporre alla detenuta di incontrare un criminologo.
Fin dall’inizio del film mi sono chiesta perché la struttura carceraria avesse accettato di proporre alla detenuta di incontrare un criminologo. Il lavoro di questo professionista consiste nell’esaminare le dinamiche criminali di un delitto per individuare il colpevole e velocizzarne la cattura. E’ quindi una ragione di studio che lo fa entrare in carcere. Studi che confluiscono nei suoi libri. Qui a Elisa c’era da proporre, non una confessione, ma la cura. Il carcere costruito nel film da Di Costanzo è una struttura ideale, come ideale è che un carcere proponga ai detenuti la cura. Il film si basa su di un fatto realmente accaduto, ma è chiaro che è in gran parte fiction. Anche il regista, che è pure lo sceneggiatore, si deve esser fatto questa domanda. Ha inserito un personaggio, interpretato magistralmente da Valeria Golino , che dichiara al professore che leggere i suoi libri e seguire le sue lezioni non le ha spiegato perché un giovane diviene criminale. Capire questo avrebbe forse lenito il suo dolore di madre cui hanno ucciso il figlio.
Il personaggio interpretato dalla Golino cioè fa capire che la causa dell’insuccesso del criminologo sta nel limitarsi a trascrivere le confessioni dei criminali, che , data la malattia, hanno una visione distorta delle loro motivazioni ad agire con violenza.
Vizi e virtù del racconto.
Il film(https://www.justwatch.com/it/film/elisa) prosegue in un modo totalmente improbabile. Narra che, dopo un lungo periodo, Elisa riprende il colloquio, addirittura chiedendo scusa al criminologo di essersi comportata male con lui!
Va riconosciuto però al film di aver costruito in profondità il personaggio Elisa, che è in grado di avvicinarci al dramma dell’enormità della violenza inflitta alla sorella.. Peccato che questo immane sforzo di lei non sia accolto da uno psichiatra in grado di curare il suo pensiero distorto.
Conclusioni.
Un bravo psichiatra non può non vedere l’eccessivo ottimismo del finale del film. Agli spettatori viene fornito un messaggio semplificato per velocizzare, in linea con questo momento storico del “Tutto e subito“, situazioni che hanno bisogno di tempi lunghissimi per evolvere.
Il film ha ottenuto il premio Signis con la seguente motivazione: per l’universalità del messaggio e il coraggio di indagare la presenza di un lato oscuro nell’animo umano, concentrandosi sul percorso di Elisa dalla negazione all’accettazione della colpa e alla possibilità di redenzione. Anche qui, è depistante l’accenno, nella motivazione del premio, al lato oscuro perché dà l’idea che tutti gli esseri umani hanno in sé la possibilità di uccidere. Vero è che soltanto i malati di mente arrivano ad uccidere. I sani di mente ( guerre a parte) mai.
La sedicesima edizione del Middle East Now Festival dal 7 ottobre a Firenze
Radical Imagination
Radical Imagination è il tema di questa 16ª edizione del Middle East Now Festival , che si terrà dal 7 al 12 ottobre al Cinema La Compagnia, al Cinema Astra e anche online sulla piattaforma MyMovies per quel che riguarda cinema, documentari, talk e fumetto. Una mostra fotografica, la musica, una scuola di cibo, e progetti speciali si svolgeranno in altri luoghi cittadini. Il tema del festival Radical Imagination, si può vedere come una drastica scelta : usare l’immaginazione per sopravvivere ad una realtà spesso dolorosa, e addirittura intollerabile, figurandosi nuove visioni del mondo attuale. Da sempre attraverso scelte di film da parte dei direttori artistici-Lisa Chiari e Roberto Ruta- che smantellano vecchie e distorte rappresentazioni della realtà mediorientale. E i due aggiungono: “ Vogliamo risvegliare le possibilità di fronte alla disperazione, offrire nuove sfide di fronte al collasso: solo un’immaginazione radicale con il coinvolgimento di tutto il nostro pubblico ci consentirà di fare questo.”
Il poster di Middle East Now 2025
L’immagine di Middle East Now 2025 è una donna che porta sulle spalle una fetta di anguria. Il rosso della passione, il verde della speranza e il bianco dell’innocenza, un frutto che cresce anche nei luoghi più difficili del mondo, resiste al caldo e alla mancanza d’acqua e dimostra che la natura non si arrende mai.
Anteprime italiane e un’ anteprima mondiale.
In programma 35 film, molti in anteprima italiana e uno in anteprima mondiale. Parecchi registi saranno presenti in sala. Un film del 2021, Son of the sun, della regista Tanya Traboulsi, ci fa rivivere l’esplosione al porto di Beirut, il 4 agosto 2020. Il film, mai visto in Italia, segue il percorso di guarigione di Nehme dopo il terribile incidente e. in parallelo, il sorgere e il tramontare del sole sullo sfondo monumentale del porto stesso, dove quel giorno sono esplose oltre 2.000 tonnellate di nitrato di ammonio.
Due bei film affrontano il mondo dei giovani, Nel primo, Têtes Brûlées di una regista tunisina esordiente, Maja-Ajmia Yde Zellama, la protagonista è una ragazza di seconda generazione di vita a Bruxelles. E’ in bilico fra il richiamo della cultura europea in cui è cresciuta e quella del Magreb da cui la famiglia proviene. Il secondo, Bidad, di Soheil Beiraghi , racconta di Seti, generazione Z persiana, che vorrebbe fare la cantante. Le sue esibizioni canore sono formidabili. Ma la sua insegnante glielo proibisce, citando i dettami della legge islamica in vigore nel paese. Seti è però lontana come mentalità da questa imposizione, essendo del tutto affine ai suoi coetanei di tutto il mondo. Con Bidad, Soheil Beiraghi mostra come l’arte, sia musica o cinema, può diventare una forma di resistenza contro la censura.
Tanti gli eventi speciali, per un’immersione nella cultura mediorientale e nell’ attualità. La mostra fotografica di quest’anno, dal titolo Beirut, Recurring Dream, della regista Tanya Traboulsi, a cura di Roï Saade, è come il sogno ricorrente di una Beirut pacifica. Si apre giovedì 9 ottobre alle 18 in Via San Gallo 53r, alla Srisa Gallery, dove sarà visibile fino al 29 ottobre 2025
Gaza e Palestina
Gaza e la Palestina sono ovviamente i principali protagonisti. Il film di apertura, Yalla Parcour, è destinato ad essere un prezioso documento di Gaza perché girato prima del 7 ottobre. Il paesaggio è già devastato. ma ancora lontano dalla completa cancellazione che ha subito negli ultimi tempi. Vediamo, attraverso gli occhi della regista, Areeb Zuaiter, una città tormentata ma in cui gli abitanti mostrano una stupefacente perseveranza.
A Gaza sarà pure dedicato il talk finale, domenica 12 ottobre alle 11, dal titolo Gaza immaginata, Gaza immaginaria, la Gaza che immaginiamo. Una tavola rotonda che parte dalla drammatica realtà della Striscia di Gaza, dove da due anni è in corso un genocidio, che esplora possibili visioni di un territorio un tempo vitale, ora ridotto a terra di nessuno. Un’occasione per riflettere su memoria, futuro e prospettive, con giornalisti, storici e urbanisti che vivono, studiano e lavorano in quei luoghi. Con Maria Chiara Rioli, storica; Chicco Elia, giornalista; Alessandra Annoni, giurista; Rawad Choubassi, urbanista; Loay Elbasyouni, astrofisico e astronomo (in collegamento), Anna Di Giusto (autrice di “La Nona Candela” – Carmignani Editrice), Guy (attivista pacifista israeliano). Moderata da Laura Silvia Battaglia
Eating Middle East
Mercoledì 8 alle 20 alla Compagnia, prima dei film della serata( fra cui Têtes Brûlées e Son of the sun ), appuntamento con gli aperitivi – degustazione “Eating Middle East”, viaggio speciale nei sapori della cucina palestinese a cura di Silvia Chiarantini con il supporto di Atomic Falafel.
Sempre il cibo protagonista sabato 11 alla Compagnia dove si incontra lo chef palestinese Sami Tamimi , co-animatore dei celebri ristoranti londinesi Ottolenghi. La sua cucina è un atto di identità e resilienza. Tamimi presenta il suo nuovo libro Boustany. A Celebration of Vegetables from My Palestine. In dialogo con Silvia Chiarantini e Fidaa I A Abuhamdiya (autrici di “Pop Palestine. Viaggio nella cuicina popolare palestinese). Tamimi farà anche. Domenica 12 alle 10.30, un Workshop culinario alla Scuola d’Arte Culinaria Cordon Bleu (Via Giuseppe Giusti 7).
Un grande viaggio
I 35 film, con le loro storie talvolta poetiche, talvolta molto forti, ci faranno viaggiare in Afghanistan, Algeria, Giordania, Libano, Iran, Libia, Palestina, Iraq, Siria, Egitto, Marocco, Tunisia, Turchia, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti. Siria, Marocco, Sudan, Iraq, Afghanistan, dove le vicende sono ambientate Questo interessante Festival, che abiura la guerra, apre la serie di Festival della 50 giorni di cinema a Firenze, che si svolge nella città tutti gli anni con la sponsorizzazione, fra gli altri, della Mediateca, del Comune e della Fondazione CR.
Giovanni Maranghi DOC
Introduzione
Da questo titolo di una mostra di opere dell’artista Giovanni Maranghi alla Galleria Coveri a Firenze, tenutosi all’inizio del 2025, a prima vista si pensa che la curatrice, Sara Taglialagamba, voglia elogiare nel titolo stesso l’Artista con un appellativo, DOC, indice di qualità superiore, come ci insegnano l’industria del vino o quella di cibi speciali.
Significato di DOC
In questo contesto, invece, il significato di DOC è Direzione Ostinata e Contraria. Tratto dal titolo di un disco di De André, cantautore ribelle di argomenti disparati, è un appellativo che ci dà una chiave di lettura. Non certo della copiosissima e strabiliante produzione artistica di Maranghi, per la quale rimandiamo al suo curriculum https://vannucchiarte.com/autore.phpartista=maranghi-giovanni
Materiali e stili differenti
DOC è piuttosto un’interessante presentazione delle 12 opere di questa mostra, dove troviamo quadri e sculture, in diversi materiali, dalla resina al graffito, dalla fotografia alla rielaborazione digitale. Con stili sorprendentemente differenti in questa piccola raccolta delle sue opere.
Si vede un modo di dipingere che cerca la contaminazione fra antico e moderno, ottenuto per sovrapposizione. La sovrapposizione sta anche alla base di una sua invenzione, di oltre vent’anni fa, da lui denominato “Kristal”. Ad un suo quadro sovrappone una pellicola trasparente in PVC da lui disegnata, che aggiunge elementi colorati, tipo un foulard annodato a fiocco intorno al collo oppure una collana. L’effetto è doppio, cambiare il quadro sottostante e, insieme, dargli luce come farebbe un vetro. Con la differenza che questa copertura si rimuove facilmente e si può sostituire con un’altra, rinnovando così il quadro.
Performance nel campo della moda
La performance è un altro modo di lavorare che l’Artista ha riservato alla moda. Il manichino con un vestito di acetato trasparente, messogli a disposizione dalla Maison Coveri, è stato da lui decorato in loco. L’artista ha poi eseguito in diretta, a 10 giorni dal finissage, decorazioni su un abito lungo, sempre di acetato, indossato da una modella dai lunghi capelli neri. E questo verrà trasformato in tessuto e quindi in abito dalla Maison Coveri, che nel suo DNA, come ben sappiamo, ha la Moda.
l’Artista non è nuovo a questa esperienza di performance. Nel 2018 a Berlino per “One Night Only” ha già presentato la collezione d’alta moda che lo stilista Justin Reddig, ha derivata dai suoi dipinti.
Un punto di contatto fra l’Artista e lo stile Coveri è sicuramente visibile nelle radici di tradizione fiorentina che entrambi hanno.
Innocenti Wine Experiences. Enoteca Ristorante Alle Murate
Premessa
Nel nome – Innocenti Wine Experiences. Enoteca Ristorante Alle Murate – si fondono passato e futuro di questo locale di Firenze Ma è, a mio parere, una fusione pericolosa. Mi spiego. Non essendoci l’ indirizzo nell’intestazione, via del proconsolo 16 r , si equivoca che il locale sia Alle Murate. Un invito ad andare nella sede delle antiche prigioni, che si trovano a qualche chilometro di distanza. Il tutto nasce da un atto di rispetto per le tradizioni dei nuovi gestori. Il locale prendeva il nome dal fatto che i precedenti gestori avevano iniziato la loro attività alle Murate. E avevano intitolato il locale a quel luogo. Spostatisi in via del Proconsolo, avevano voluto conservare lo stesso nome. Questi nuovi, al rispetto dell’architettura, dovuto nel centro storico di Firenze, hanno aggiunto la conservazione del nome del locale. Perciò, la prima cosa da dire è: Non andate alle Murate. Venite in via del Proconsolo 16r!
Innocenti Wine Experiences. Enoteca Ristorante ha riaperto a marzo
Innocenti Wine Experiences è un locale storico, Palazzo dell’Arte dei Giudici e Notai, con il ricordo di affreschi oggi solo in parte salvati, in cui si è conservato addirittura il profilo di Dante. Il locale ha riaperto a marzo , con una squadra di Poggibonsi composta da Gianni e Francesco Innocenti, due fratelli direttori, da cuochi e da camerieri. Nella presentazione è tangibile un bell’affiatamento, gentilezza, professionalità ,oltre ad una collezione di 1200 bottiglie di vino, un prosciutto di cinta senese da capogiro, raffinati finger food per accompagnare il bicchiere di vino. Tutto sta ad indicare che c’è una cura sia nella preparazione del cibo, sia negli abbinamenti possibili con il vino più adatto. Sessanta coperti per un locale su tre livelli, in cui il valore storico e artistico dell’edificio si sposa perfettamente con i criteri di qualità, stagionalità e ricerca che caratterizzano il menù e la carta dei vini ideati dalla nuova proprietà.
«Arriviamo sulla piazza fiorentina con grande rispetto per la tradizione enogastronomica che ha reso celebre la città, e consapevoli della molteplicità di pubblici di riferimento che un ristorante del centro storico può avere. Noi ci presenteremo per quello che siamo, con la nostra semplicità e la nostra serietà, con i valori in cui crediamo. Ci auguriamo che anche a Firenze, come è successo a Poggibonsi, il nostro locale diventi uno spazio in cui vivere un’esperienza, scoprire nuovi vini e creare relazioni» dicono Gianni e Francesco Innocenti.
L’enoteca I vini sono l’ingrediente protagonista di Innocenti Wine Experiences Alle Murate, lo si nota subito entrando: le pareti, tappezzate di bottiglie, sono il frutto di un infaticabile lavoro di scouting che i fratelli Innocenti hanno maturato in oltre 15 anni di ricerca nelle cantine e tra i produttori di tutta Italia, ma anche di Francia, Germania e Austria. La carta è un viaggio in oltre 1.200 etichette, sempre in movimento, tra piccole aziende con molte cose da raccontare, e realtà più affermate, che si sposano bene con la filosofia del luogo. Una selezione che cresce giorno dopo giorno in profondità e in maniera mirata e progressiva.
Vino e distillati sono disponibili anche da asporto.
Passione e conoscenza hanno contribuito a creare un mix di vini tradizionali e naturali, tutti accuratamente selezionati. Grazie alla presenza in sala del sommelier professionista Ivan Sepora, verranno valorizzati gli abbinamenti con i piatti proposti in menu. Si potrà assaggiare tutto, anche al calice
Dall’aperitivo alla cena Innocenti Wine Experiences Alle Murate sarà aperto tutti i giorni, dal martedì alla domenica, dalle ore 11 alle 23. Gli aperitivi – che verranno serviti nella sala principale del piano terra – saranno accompagnati dal menu “Per ogni momento” in cui compaiono selezioni di salumi e formaggi, quiche di verdure e delizioso pan brioche, oltre alle proposte del giorno, sfiziosi amuse-bouche sempre diversi e tutti da provare.
Pranzo e cena saranno serviti sia nella sala in cui sono state rinvenute le antiche strutture architettoniche romane del I secolo d.C, sia nei grandi soppalchi in cui ci si siede a pochi centimetri dagli affreschi trecenteschi recuperati durante i restauri all’inizio degli Anni Duemila. Il menu del pranzo “Oggi la cucina propone” ruota intorno ai sapori autentici e semplici (dal “Pesce bianco al vapore” con stracciatella e citronette alla “Crespella alla fiorentina” con ricotta, spinaci e noce moscata). La varietà dei piatti di pesce e verdure segue di pari passo la stagionalità, mentre le carni vengono selezionate dai migliori produttori locali. Lo staff preparerà quotidianamente pasta fresca, pane e schiacciata.
Per la sera, tre menu degustazione (40/55/75 euro) e à la carte, con piatti più strutturati come lo “Spaghetto con genovese di polpo” e la “Guancia di manzo, sedano rapa, chips di topinambur e bietola colorata”.In cucina e in sala, solo giovani professionisti
Storia del Palazzo dell’Arte dei Giudici e Notai In via del Proconsolo, il palazzo che ospita Innocenti Wine Experiences – Enoteca ristorante Alle Murate è un luogo ricco di storia e di suggestioni. Siamo a pochi passi dal Bargello e dalla Badia Fiorentina, nel cuore del cosiddetto quartiere dantesco, dove il Sommo Poeta nacque e abitò. Andando più indietro nel tempo, quando Firenze era Florentia, da qui passava la prima cerchia delle mura romane. Nel Quattrocento, il palazzo divenne sede dell’Arte dei Giudici e Notai, una delle corporazioni più influenti della Firenze medievale. Da qui anche la denominazione della via, intitolata al Proconsole, capo della corporazione e giudice delle dispute.
Nell’antica sala delle udienze, proprio al piano terra, già a partire dal Trecento venne realizzato un complesso ciclo di affreschi in cui comparivano le arti fiorentine e i loro simboli, e la città veniva rappresentata come la Gerusalemme Celeste. Le pitture rendevano omaggio a Coluccio Salutati, cancelliere della Repubblica Fiorentina e figura di spicco dell’Umanesimo, e celebravano i principali protagonisti della scena culturale dell’epoca: Dante, Boccaccio e Petrarca. Oggi le tracce di questo antico passato, grazie alla segnalazione della professoressa Maria Monica Donato, docente alla Normale di Pisa, e a un attento lavoro di recupero e ristrutturazione, sono tornate alla luce. Nel piano interrato sono riemersi pavimenti e strutture romane, ma anche pozzi e canalizzazioni che suggeriscono la presenza di un’antica gualchiera per la lavorazione della lana. Al piano superiore, le superfici pittoriche medievali sono state restaurate e con grande sorpresa si è scoperto che il passaggio dei secoli non aveva cancellato il ritratto di Dante Alighieri, sicuramente la prima raffigurazione che possediamo dell’autore della Divina Commedia. Il ritrovamento, avvenuto nel 2005, durante i lavori di ristrutturazione, suscitò grande interesse da parte della stampa e del mondo accademico. E oggi, quelle tracce del glorioso passato fiorentino continuano ad essere frequentati grazie alla creazione di questo locale.
Fotografia che passione!
La passione, unita ad un incontro con Anna Maria Amonaci, storica dell’arte e della fotografia, ha aiutato Stefano Di Puccio a realizzare la rassegna FOTOGRAFIA – Tracce Fiorentine. Si tiene nella sua storica trattoria I 4 Leoni a Firenze, a cominciare dal 7 marzo 2025 e fino al 15 marzo 2026. Sei fotografi si susseguiranno nel corso dei 12 mesi, mostrando le loro foto per la durata di 2 mesi ciascuno. Anna Maria Amonaci, curatrice della rassegna, li ha scelti di generazioni diverse, legati a Firenze per nascita o formazione: Franco Cammarata, Lorenzo Bojola, Massimo D’Amato, Lapo Pecchioli, Gianluca Sgherri e Mario Strippini. La location è motivata perché-come spiega Stefano- la permanenza dei suoi avventori per almeno mezz’ora seduti a mangiare, fa sì che ci sia tutto il tempo di guardare a lungo le foto, cogliendone più di un dettaglio. Una possibilità, questa che non c’è in una galleria, quando si va a vedere una mostra.
La fiorentinità-ci spiega la curatrice- si vede nei cieli delle foto, di un azzurro carico.
Inizia Franco Cammarata. Uno dei suoi “quadri” più belli è appunto un cielo terso azzurro “fiorentino” con bolle di sapone e, in secondo piano, la torre di Piazza Poggi. Stefano, che ha sistemato le foto nel locale, lo ha messo sotto un arco di mattoni che emerge in parete, dandogli così un’incorniciatura regale.
L’Artista ha l’abilità di scorgere linee nette create casualmente nell’ambiente che lo circonda. Col telefonino sempre a portata di mano ferma in immagini questi accadimenti che spesso scompaiono o che solo lui ha notato. Suscita meraviglia questa sua capacità. Dopo aver interpretato una prima foto, bella ma incomprensibile, ti metti davanti alle altre domandandoti “Che cosa mi vuole mostrare oltre quello che vedo alla prima?” Confesso che, per una foto, dopo averla guardata a lungo, ho chiesto l’aiuto dell’autore per vederne il secondo significato. Non si può considerare Cammarata un dilettante.. visto che fotografare non è la sua professione Ha usato da tempo macchine fotografiche tradizionali. Ora il cellulare, con un ottimo potere risolutivo, gli permette grandi ingrandimenti, oltre a metterlo in grado di cogliere subito ciò che gli appare, senza lunghe preparazioni.
Gli altri 5 fotografi fiorentini scelti da Anna Maria Amonaci si avvicenderanno nell’ordine sotto specificato
Da martedì 6 maggio Lorenzo Bojola, il cui lavoro esplora il rapporto tra uomo e paesaggio toscano.
Da martedì 8 luglio Massimo D’Amato, le cui immagini, tra documentazione e ricerca artistica, offrono uno sguardo profondo sulla condizione umana
Settembre, con inaugurazione mercoledì 10, vede protagonista Lapo Pecchioli.Il suo progetto nasce da un’esplorazione visiva della natura e dell’essenza umana attraverso la fotografia analogica.
A novembre, da mercoledì 5, Gianluca Sgherri combina, invece, pittura e fotografia in un viaggio attraverso suggestioni visive e un immaginario, metafora di un mondo in continua evoluzione.
Infine, la mostra di Mario Strippini, dal 14 gennaio al 15 marzo 2026. L’autore si interroga sul concetto di spazio e forma.
Anna Maria Amonaci, fiorentina, insegna Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. La collaborazione con Stefano Di Puccio nasce già nel 2005 con l’esposizione dello scultore Filippo Dobrilla e successivamente con quella di Gianluca Maver, con grandi foto esposte negli ambienti esterni alla trattoria.
Stefano Di Puccio, che dal 1995 gestisce I 4 Leoni, ha contribuito con passione alla valorizzazione del quartiere, promuovendo numerose iniziative artistiche come Settembre in Piazza della Passera, che ha animato la piazza dal 2002 al 2019, seguite da incontri e mostre, ultima quella del fotografo Carlo Fei. Promuovendo questa Rassegna, nata da un’idea di Anna Maria, Stefano contribuisce a mettere in mostra quel di più che fa, di una fotografia, un’opera artistica.
Immagine Italia & Co 18 del 2025
L’importanza della lingerie si tocca con mano alla fiera Immagine Italia & Co 18 , alla Fortezza da Basso di Firenze nel week end lungo di metà febbraio 2025. Domenica 16 la fiera è affollatissima. Significa che c’è richiesta . Ovviamente da una fascia di reddito medio-alta. In contrasto con le dichiarazioni assertive sulla classe media, secondo le quali essa è gravemente danneggiata economicamente.
Protagoniste di questa fiera, il più importante e qualificato evento internazionale dedicato alla lingerie, oltre duecento collezioni per l’autunno/Inverno 25/26, di cui il 43% provenienti dall’estero, a rappresentare la più ampia overview del comparto europeo.
Taglie curvy
E poi balza all’occhio, girando per gli stand, una cartellonistica che mostra un gran numero di modelle curvy. Se questo può far pensare alla migliorata accettazione a livello sociale, di un modello di femmenilità diverso, parlandone con un espositore capisco che il motivo è un altro. Il responsabile in fiera di Elomi (Lingerie up to all cup) mi dice “Fino a qualche anno fa il nostro principale cliente era l’America. Un cliente americano però mi disse che, tempo pochi anni, con l’affermarsi dei fast food e dei cibi confezionati, anche l’ Europa sarebbe diventata un ottimo cliente. E così è stato! Molte donne sono oggi più grasse a causa del cambiamento dell’industria del cibo e di certa ristorazione.”
Troviamo quindi una spiegazione del perché siano così numerosi i programmi televisivi che cercano di dissuadere dal mangiare cibo junk e consigliano il ritorno alla dieta mediterranea doc.
Nuovi Colori
Sono state organizzate 4 sfilate che hanno mostrato al meglio ai potenziali compratori l’ anteprima delle tendenze AI25/26 in campo lingerie preziosa. Nuovi colori verde oliva, marrone, rosso corallo dicono della tendenza a fare del pigiama anche una comoda mise da usare fuori dal letto. Se non altro, per il tempo di fare colazione.
La seconda sfilata ha rappresentato una novità di svolgimento, suggerita da Oscalito: il light motiv era le ore del giorno, in cui, ovviamente, si può indossare differenti indumenti. Ed era animata dall’incontro di due modelle durante il loro catwalk, cosa che teatralizzava la sfilata.
Una sfilata green
The green show ha visto sfilare una selezione di capi simbolo di rispetto per il pianeta. Va riconosciuto alle ditte l’impegno messo nel rendere sostenibili i capi prodotti, particolarmente difficile nel campo della lingerie dove sintetico ed elasticizzato sono usati più spesso che in altri campi del vestire.
I nomi:Ecofuture, Fraly, Hanro, Mey. Organic Basics,sans Complexe,Paris , Sofiaman. Cui si aggiunge Oscalito, ditta che dal 1936 ha sempre prodotto capi di fibre naturali, monofibra. L’attuale proprietario e direttore ha organizzato un gruppo di produttori di filati sotto il nome Slow Fiber. Il gruppo porta avanti una politica di reale sostenibilità, basata sulla produzione di filati rispondenti alla certificazione più avanzata, che permettono il riciclo dei capi confezionati con questi materiali, danno benessere a chi li indossa e garantiscono una maggiore durata dei capi, a tutto vantaggio del pianeta.
Grande protagonista il bra
In una conferenza affollata la speaker, appartenente al gruppo inglese Pudding, ha dato la consulenza sull’argomento Bra. Un assortimento di taglie e tipi nel negozio e la capacità di suggerire il modello giusto per il tipo di seno della cliente sono indispensabili per far crescere il fatturato. La speaker suggerisce di assortire il 50% del totale per la clientela abituale. L’altro 50% sarà ispirato a dati statistici, e coprirà il range dalla taglia più piccola alla più grande. Il gruppo Pudding organizza corsi di Bra fitting on line in Italiano per industrie e retail.
Presente in fiera anche lo stand Bye Bra, con modelli autoreggenti adatti a grandi scollature.
Calzini e calzettoni
Chi si sente più libera indossando calzini o calzettoni al posto del collant, in fiera trova una grande varietà di colori e di fantasie. Naturalmente l’assortimento è per donna e uomo. Sangiacomo anche per Kid. Andre anche Hosiery.
“Fuori dal coro”
Due espositori, Club Voltaire e Acquadicocco, li posso definire fuori dal coro perché il primo marchio confeziona giacche, cappotti e vestiti e il secondo costumi da bagno.
Il primo produttore si è unito ad una fiera di lingerie perché condivide il territorio di produzione con molta della lingerie italiana presente in fiera. Una scelta che ha fatto conoscere questo marchio, molto originale e ben costruito, al retail che vende, oltre alla lingerie, l’abbigliamento.
I costumi da bagno, di un leccese che usa fantasie molto interessanti e tessuto d’oro drappeggiato, trovano ugualmente clientela nel retail di intimo e abbigliamento, per il quale i costumi diventano body eleganti.
Stampa specializzata
Italia : Intima media Group / IPM Editoriale Moda Group SRL / Intimo Retail Ed. Farlastrada SRL
Francia : Fashionjobs.com
Russia : Lingerie Magazine









