La sedicesima edizione del Middle East Now Festival dal 7 ottobre a Firenze

Radical Imagination

Radical Imagination è il tema di questa 16ª edizione del Middle East Now Festival , che si terrà dal 7 al 12 ottobre al Cinema La Compagnia, al Cinema Astra e anche online sulla piattaforma MyMovies per quel che riguarda cinema, documentari, talk e fumetto. Una mostra fotografica, la musica, una scuola di cibo, e progetti speciali si svolgeranno in altri luoghi cittadini. Il tema del festival Radical Imagination, si può vedere come una drastica scelta : usare l’immaginazione per sopravvivere ad una realtà spesso dolorosa, e addirittura intollerabile, figurandosi nuove visioni del mondo attuale. Da sempre attraverso scelte di film da parte dei direttori artistici-Lisa Chiari e Roberto Ruta- che smantellano vecchie e distorte rappresentazioni della realtà mediorientale. E i due aggiungono: “ Vogliamo risvegliare le possibilità di fronte alla disperazione, offrire nuove sfide di fronte al collasso: solo un’immaginazione radicale con il coinvolgimento di tutto il nostro pubblico ci consentirà di fare questo.”

 Il poster di Middle East Now 2025

L’immagine di Middle East Now 2025 è una donna che porta sulle spalle una fetta di anguria. Il rosso della passione, il verde della speranza e il bianco dell’innocenza, un frutto che cresce anche nei luoghi più difficili del mondo, resiste al caldo e alla mancanza d’acqua e dimostra che la natura non si arrende mai.

Anteprime italiane e un’ anteprima mondiale.

In programma 35 film, molti in anteprima italiana e uno in anteprima mondiale. Parecchi registi saranno presenti in sala. Un film del 2021, Son of the sun, della regista Tanya Traboulsi, ci fa rivivere l’esplosione al porto di Beirut, il 4 agosto 2020. Il film, mai visto in Italia, segue il percorso di guarigione di Nehme dopo il terribile incidente e. in parallelo, il sorgere e il tramontare del sole sullo sfondo monumentale del porto stesso, dove quel giorno sono esplose oltre 2.000 tonnellate di nitrato di ammonio.

Due bei film affrontano il mondo dei giovani, Nel primo, Têtes Brûlées di una regista tunisina esordiente, Maja-Ajmia Yde Zellama, la protagonista è una ragazza di seconda generazione di vita a Bruxelles. E’ in bilico fra il richiamo della cultura europea in cui è cresciuta e quella del Magreb da cui la famiglia proviene. Il secondo, Bidad,  di Soheil Beiraghi , racconta di Seti, generazione Z persiana, che vorrebbe fare la cantante. Le sue esibizioni canore sono formidabili. Ma la sua insegnante glielo proibisce, citando i dettami della legge islamica in vigore nel paese. Seti è però lontana come mentalità da questa imposizione, essendo del tutto affine ai suoi coetanei di tutto il mondo. Con Bidad, Soheil Beiraghi mostra come l’arte, sia musica o cinema, può diventare una forma di resistenza contro la censura.

Tanti gli eventi speciali, per un’immersione nella cultura mediorientale e nell’ attualità. La mostra fotografica di quest’anno, dal titolo Beirut, Recurring Dream, della regista Tanya Traboulsi, a cura di Roï Saade, è come il sogno ricorrente di una Beirut pacifica. Si apre giovedì 9 ottobre alle 18 in Via San Gallo 53r, alla Srisa Gallery, dove sarà visibile fino al 29 ottobre 2025

Gaza e Palestina

Gaza e la Palestina sono ovviamente i principali protagonisti. Il film di apertura, Yalla Parcour, è destinato ad essere un prezioso documento di Gaza perché girato prima del 7 ottobre. Il paesaggio è già devastato. ma ancora lontano dalla completa cancellazione che ha subito negli ultimi tempi. Vediamo, attraverso gli occhi della regista, Areeb Zuaiter, una città tormentata ma in cui gli abitanti mostrano una stupefacente perseveranza.

A Gaza sarà pure dedicato il talk finale, domenica 12 ottobre alle 11, dal titolo Gaza immaginata, Gaza immaginaria, la Gaza che immaginiamo. Una tavola rotonda che parte dalla drammatica realtà della Striscia di Gaza, dove da due anni è in corso un genocidio, che esplora possibili visioni di un territorio un tempo vitale, ora ridotto a terra di nessuno. Un’occasione per riflettere su memoria, futuro e prospettive, con giornalisti, storici e urbanisti che vivono, studiano e lavorano in quei luoghi. Con Maria Chiara Rioli, storica; Chicco Elia, giornalista; Alessandra Annoni, giurista; Rawad Choubassi, urbanista; Loay Elbasyouni, astrofisico e astronomo (in collegamento), Anna Di Giusto (autrice di “La Nona Candela” – Carmignani Editrice), Guy (attivista pacifista israeliano). Moderata da Laura Silvia Battaglia

Eating Middle East

Mercoledì 8 alle 20 alla Compagnia, prima dei film della serata( fra cui Têtes Brûlées e Son of the sun ), appuntamento con gli aperitivi – degustazione “Eating Middle East”, viaggio speciale nei sapori della cucina palestinese a cura di Silvia Chiarantini con il supporto di Atomic Falafel.

Sempre il cibo protagonista sabato 11 alla Compagnia dove si incontra lo chef palestinese Sami Tamimi , co-animatore dei celebri ristoranti londinesi Ottolenghi. La sua cucina è un atto di identità e resilienza. Tamimi presenta il suo nuovo libro Boustany. A Celebration of Vegetables from My Palestine. In dialogo con Silvia Chiarantini e Fidaa I A Abuhamdiya (autrici di “Pop Palestine. Viaggio nella cuicina popolare palestinese). Tamimi farà anche. Domenica 12 alle 10.30, un Workshop culinario alla Scuola d’Arte Culinaria Cordon Bleu (Via Giuseppe Giusti 7).

Un grande viaggio

I 35 film, con le loro storie talvolta poetiche, talvolta molto forti, ci faranno viaggiare in Afghanistan, Algeria, Giordania, Libano, Iran, Libia, Palestina, Iraq, Siria, Egitto, Marocco, Tunisia, Turchia, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti. Siria, Marocco, Sudan, Iraq, Afghanistan, dove  le vicende sono ambientate Questo interessante Festival, che abiura la guerra, apre la serie di Festival della 50 giorni di cinema a Firenze, che si svolge nella città tutti gli anni con la sponsorizzazione, fra gli altri, della Mediateca, del Comune e della Fondazione CR.

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