Raccontando France Odeon

Raccontando France Odeon

Quest’anno il Festival del cinema francese di Firenze celebra 40 anni di storia: un lungo percorso iniziato con France Cinéma e che continua oggi con France Odeon. Quattro giorni, dal 30 ottobre al 2 novembre, durante i quali arriva dalla Francia la migliore produzione filmica dell’anno in anteprima, con attrici e attori che incontrano il pubblico in sala, con presentazione di libri e una mostra fotografica che espone anche molti manifesti dei passati France Odeon e France Cinéma.

Alcuni film da segnalare

Da segnalare un film, Le Mage du Kremlin, ispirato da un libro scritto a Firenze, che sarà proiettato fuori concorso l’ultimo giorno per darci un thriller ad alta tensione, dove la Storia si intreccia con la Politica. Vedremo pure un thriller psicologico, Vie Privèe, con la bravissima Jodie Foster, film che il direttore artistico Francesco Ranieri Martinotti ha preferito a varie altre possibilità. Molti altri validissimi, di cui si parlerà in dettaglio. Tutti i film introdotti dal Presidente Castaldi, fondatore del Festival, insieme a Francesco.

Il famoso regista Hazanavicius interviene al Festival non con un film, ma come scrittore di un libro sui combattenti ucraini, libro corredato di disegni da lui fatti sul campo della guerra. Lode al suo impegno civile.

Il tappeto rosso di France Odeon

Con l’ arrivo di tante personalità dello spettacolo, i responsabili di questo piccolo grande Festival hanno pensato come sostituire degnamente un tappeto rosso, che sarebbe stato impossibile stendere lella trafficata via del centro di Firenze su cui si affaccia il Cinema La Compagnia. Ed ecco l’idea geniale del direttore artistico: le moto rouges, a bordo delle quali il cast dei film raggiunge la Compagnia. Sono 2, un Falcone 500 del 1954, e da quest ‘anno, un’altra Guzzi, una Zigolo 110 del 1964.

Convegno Italia-Francia.

Un Convegno sull’AI, legato ad uno dei film proiettati(anche per le scuole), Dalloway, affronta i problemi legati a questa pervasiva tecnologia da due prospettive principali : l’influenza sul lavoro creativo e la crescente capacità di acquistare sensibilità umana di AI. Relatori Matteo Fedeli e Pascal Rogard, direttori generali della SIAE e della SACD, C’è Juana Torres, INRIA e il regista Michel Hazanavicius. Modera Ranieri Martinotti.

Una pre-apertura dedicata ai miti

La serata inaugurale è preceduta da un pomeriggio celebrativo di due miti. Si è voluto creare qualcosa di intimo, più adatto a ricordare , con tutto l’affetto che merita, Claudia Cardinale, scomparsa pochi giorni fa.

Claudia è protagonista con la Bardot di un western, Les Pètroleuses, scelto perché francese-regista Christian-Jaque, ma soprattutto, credo, per celebrare la sua erompente fisicità, mai sbandierata durante la sua lunga carriera, fatta di molti film d’autore, e condotta mirando alla simpatia e alla semplicità più che all’aspetto fisico.

Secondo mito celebrato nella pre-apertura è il regista Luis Malle. Con un documentario a lui intitolato di Claire Duguet, uscito alla Mostra di Venezia di quest’anno. Attraverso la ricostruzione di vita ed opere del regista si viene sballottati piacevolmente in atmosfere diversissime, come diversi sono stati gli argomenti trattati dal geniale Luis, aventi quasi tutti un messaggio etico e una capacità di raccontare molto personale, senza maestri né seguaci.

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