Effetto Venezia alla trentottesima edizione.

Quest’anno, dal 2 al 6 agosto, la città di Livorno, con Effetto Venezia, diventa cinema. Proiezioni sui palazzi, spettacoli, talk e mostre a tema sono alcuni dei mezzi pensati per realizzare questa metamorfosi. Tutto inizia con un video, fatto per l’occasione, ironico e geniale, traboccante di fierezza per la bella Livorno.

Registi, attori e altre celebrità.
Ospiti importanti, a cominciare dal regista Matteo Garrone. A seguire Carolina Crescentini e Giuliana De Sio, Ninetto Davoli, Paolo Virzì, Francesco Bruni e Daniele Ciprì, fino alla costumista premio Oscar Gabriella Pescucci e all’hair stylist designer internazionale Massimo Gattabrusi.
Al Teatro Vertigo, unico teatro del quartiere, la programmazione comprende proiezioni cinematografiche. Si ha anche il Teatro di strada, pensato per diffondere la Festa in ogni angolo della Venezia.

Cinemenù
Anche il cibo risuona di Cinema con i Cinemenù, ispirati ad Arancia Meccanica; Pirati dei Caraibi; Harry Potter per dirne alcuni. Gli esercenti di pizzerie, ristoranti trattorie, hanno in parte aderito a Effetto Venezia di questa edizione cinematografica, intitolando un piatto ad un film famoso.

Mostre
Molte le Mostre, tante che è impossibile descriverle (e vederle)tutte
Per fortuna alcune si prolungano oltre la fine del Festival, dando tempo di vederle con calma. La 6 giorni è veramente fitta di eventi, spesso svolti in contemporanea. C’è perciò l’imbarazzo della scelta.

Al Museo della città il legame tra la città dei 4 Mori e il suo mare, i cambiamenti sociali e di costume a Livorno, sono raccontati attraverso un secolo (a cavallo tra l’800 e il 900) di fotografi e di fotografie. A partire dal dagherrotipo della Dogana D’Acqua attribuito ad Aristide Castelli del 1845 ca. Livorno accoglie precocemente l’invenzione della fotografia. Infatti, già nel 1843, a soli 4 anni dalla scoperta del dagherrotipo, Giuseppe Marzocchini aprì proprio a Livorno il primo studio fotografico in Toscana, un primato che riguarda non solo Livorno ma tutto il territorio regionale, come rivendicato in una pubblicità della fine del secolo che definiva lo Stabilimento Marzocchini “la più antica fotografia di Toscana”.

A Palazzo Huygens apre la Mostra “Il cinema muto a Livorno”, a cura di Cooperativa Itinera con i materiali della Biblioteca Labronica “F.D.Guerrazzi”. Attraverso la documentazione iconografica e le cronache dei quotidiani locali conservati presso la Biblioteca, la mostra racconta l’arrivo del Cinématographe Lumière a Livorno e la reazione subitanea della città a questa nuova “curiosità”.

A Via della Venezia è possibile trovare locandine dell’archivio del Cinema 4 Mori.
C’è anche una mostra di locandine fake, e questa si trova in Via della pina d’oro 2. S’intitola “Locandine mai viste del Cinema Italiano”. E’ una rassegna di falsi storici e (questa è bella!) futuri, a cura di Extra Arts & culture.

Formazione
Effetto Venezia si occupa pure di formazione, realizzando un corso quotidiano che passa in rassegna ogni fase della costruzione di un film. Sono tre ore al giorno, dal 2 al 6 agosto, per gli adulti, un’ora al giorno per gli adolescenti.

Musica.
La Musica, collegata in vario modo al Cinema, è un altro importante elemento di questa incredibile festa. Viene eseguita la musica di Ennio Morricone nella “trilogia degli animali” di Dario Argento. La Fortezza Nuova è il luogo deputato per la proposta musicale con tre concerti clou, del maestro Nicola Piovani con “La musica è pericolosa – concertato”, del gruppo Compay Segundo per il 25° anniversario dei “Buena vista social club” e quella dei Calibro 35 con il nuovo album “Nouvelles aventures”.

Riflessi di cinema.
Nel bel cartellone del Festival si allude al progetto “Riflessi di cinema” cioè all’illuminazione delle facciate dei seicenteschi palazzi della Venezia con storie del cinema. E’ dislocata secondo un percorso che dalla Fortezza Nuova arriva agli Scali Finocchietti passando da Scali del Refugio. Nello spirito di animare le molte vie e piazze del rione, facendole partecipare tutte a questo festival dai mille volti.

Alberi di luce, l’arte che contrasta il disumano

Alberi di luce, prima personale di Luciano Sabadin, classe 1957, originario di Villastellone (TO), si svolge nella bellissima Galleria Etra Studio Tommasi di Firenze, via della Pergola fino al 27 maggio. La scelta espositiva si deve alla conoscenza fra la curatrice della Mostra, Ilaria Maria d’Urbano, e Francesca Sacchi Tommasi, colei che tiene viva la galleria, ereditata da bisnonno e nonno scultori di pregio.

Presenti 30 opere di Luciano, che dipinge con colori acrilici, un bianco e nero fortemente contrastato. Il suo bianco è luce che trapela fra i rami e spesso riempie gioiosamente una radura del bosco. I disegni sono dettagliatissimi, variegati, e mostrano una grande capacità di illustrare il bosco in diversi momenti della giornata, al variare delle stagioni. Rarissime le note di colore, che in un quadro sono puntini rossi per descrivere un cespuglio con le sue bacche. In genere la descrizione è incentrata sul contrasto fra la luce e l’ombra del bosco. Si tratta di un paesaggio che riemerge nel ricordo del luogo dove è nato il Sabadin.

La creatività di Luciano inizialmente si era espressa in musica. Faceva parte del Quartetto Italiano, per il quale scriveva anche i testi delle canzoni. Per vent’anni vi si è dedicato. Nel 2011 passa a fondare LS Eventi, una società che opera sul fronte della formazione e fornisce manager. Clienti alcuni dei più importanti personaggi dello sport e della cultura italiana. Tra questi Pupi Avati, Piergiorgio Odifreddi e Oscar Farinetti, che hanno voluto contribuire con un loro testo al catalogo della mostra.

Dipingere, per l’artista, è un percorso che intraprende durante i difficili due anni di pandemia appena trascorsi. Un mondo nuovo e sconosciuto, in cui entra perché moglie e figlio gli regalano un cavalletto, delle tele e dei colori. Inizia a dipingere, a sperimentare, produce opere, raccoglie apprezzamenti favorevoli da amici, da addetti ai lavori e da alcuni personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura. Pupi Avati, il primo ad aver visto I suoi lavori, lo incoraggia a mostrarli al pubblico.

E’ sorpreso lui stesso che la sua creatività sia incentrata sul bosco, e che abbia la capacità di disegnarlo così accuratamente, e con risultati estetici indiscussi, benché mai prima si fosse dedicato al disegno.

Da subito, quando mi ha palesato questo suo sincero stupore, mi è venuta in mente l’ultima mostra, circa un anno fa, dello psichiatra e artista Domenico Fargnoli, tenutasi alla Galleria Tornabuoni di Firenze. Non per l’argomento, perché il bosco di Fargnoli era creato dal movimento di pannelli trasparenti disegnati con colori vivacissimi, che filtravano la luce in modo imprevedibile, a seconda del movimento delle superfici. Inoltre lo sguardo del visitatore poteva vedere ambo i lati, a differenza di quello che si può vedere di un quadro.

Ma è il testo di accompagnamento alla mostra, scritto dallo stesso Fargnoli,che ho inserito qui sotto, che offre un’interpretazione allo stupore di Luciano Sabadin di fronte all’insorgenza della sua nuova capacità creativa.

E’ intitolato Arte contro la guerra (https://www.youtube.com/watch?v=CADaESuGUgE)
e recita così:
“…all’inizio è la reazione alla luce a renderci umani…
Alla nascita l’uomo non ha l’istinto di morte, non conosce la violenza.
Deforestazione, pandemia e guerra: come convivere oggi con prospettive e realtà divenute catastrofiche? La distruzione dell’ambiente che libera virus mortali e la guerra sono il punto di arrivo di un delirio autodistruttivo che rischia di risultare incomprensibile. Delirio collettivo altamente contagioso. L’arte è testimonianza dell’esistenza e sopravvivenza dell’umano in momenti drammatici; dipingere allora con la mente cioè con la luce. Una luce che non si spegne ma che da’ alle immagini la trasparenza attraverso cui filtrano e possono acquistare un senso anche le vicende più terribili. “Bisogna avere il coraggio di vedere la poesia là dove gli altri non la vedono, di farla nascere là dove gli altri di solito l’uccidono” L’arte contrasta l’annullamento di ogni significato in un mondo in cui non sappiamo se continueranno ad abitare gli uomini.”

Taste 16, la fiera delle meraviglie.

Taste, una Fiera, delle meraviglie. Rappresentate da piccole e micro imprese, in numero elevato, cosa che conferma la biodiversità del territorio italiano, una delle sue grandi ricchezze. Imprese a business familiare, che si trasmette da una generazione all’altra. Altre volte sono create da giovani coraggiosi( in buona parte donne). 588 gli espositori, di cui 100 new entry. Tre giorni in presenza, dal 25 al 27 gennaio, alla Fortezza da Basso di Firenze.  Pitti Connect, lo shop online, dura fino al 25 luglio 2023. Tale piattaforma era disponibile anche prima dell’apertura della  fiera. Le  imprese vi si sono presentate, con la loro storia e i loro prodotti. Ciò ha facilitato l”incontro successivo con potenziali clienti.

Assaggi.

I visitatori, in numero di più di 5000, hanno avuto l’agio di assaggiare  i prodotti, dispiegati nei grandi spazi dei due padiglioni, Spadolini e Cavaniglia. Il  percorso di visita termina in un fornitissimo shop. Da attraversare per  uscire. Dopo aver assaggiato  il crudo Devodier, eccellenza della salumeria italiana, sei contento  di poterlo acquistare per gustarlo  a casa. Idem per il formaggio 100% bufala, fatto nella provincia di Bergamo. Caratteristiche organolettiche di elasticità rendono piacevole al palato anche il più semplice di questi formaggi di latte speciale.. Deliziosi gli assaggi della troticultura Cherubini, creata a 650 metri, nei Monti Sibillini, territorio incontaminato fra Marche e Umbria. Il pesto portato a Taste viene fatto in varie località. Quest’anno ho assaggiato quello dell’azienda agricola Ramella, perché il basilico utilizzato è ligure, della provincia di Imperia. Ha Il gusto inimitabile dovuto al clima marino. Conquista la vista, prima ancora del gusto, l’esposizione di formaggi La Casearia Carpenedo. I protocolli di lavorazione sono frutto di anni di esperimenti e perfezionamenti. L’acqua Plose, da anni uno degli sponsor della Fiera, offre all’assaggio un gran numero di bibite salutari. Buonissimo il succo bio di Mirtilli, senza coloranti né conservanti. Una serie di Acque toniche, spritz, ginger ale, è studiata per piacevoli aperitivi analcolici.

Probiotici

Allo stand di Synbiofood, ricette gourmet di corretta alimentazione, preparate con cura e fantasia a Civitanova Marche, ti trattano come al ristorante. Fanno arrivare  la pasta cotta e  la mescolano con il contenuto di un barattolo di tonno e verdure, pastorizzato delicatamente a 90 gradi, per conservare tutti gli aromi del fresco. L’idea che guida questa produzione è di mettere in vendita cibo preparato con la maestria di  un appassionato di cucina e che risulti come appena fatto. Dopo aver sperimentato con successo ricette originali servendole al ristorante, sono passati alle confezioni da vendere in negozio, nel reparto frigo, I probiotici che contengono sono frutto di  una messa a punto con i nutrizionisti.

Dolci

Per i dolci  interessante l’idea di Antonio Mattei, cantucci di Prato, di venderli , oltre che nel classico sacchetto azzurro, in una scatola di latta, chiamata Tosca, confezione regalo, in tre diversi colori . Da segnalare, in campo dessert, anche un gelato, dolcificato con il miele, perfetto anche quando fa molto caldo perché, per  il gusto pochissimo zuccherato, rinfresca senza causare sete. Si chiama Gusto 17. E’ prodotto giornalmente, in un  numero limitato di gusti. Il miele è fornito dall’apicultore artigiano Giorgio poeta. Questa operazione gelato è una concreta mano tesa  per la salvaguardia delle api, che sono a rischio estinzione.

Tutti gli assaggi sono accompagnati da racconti di come vengono realizzati  i prodotti. Una gioia per il palato e la narrazione di un connubio fra arte e scienza.

Taste talks

In parallelo si svolgono conferenze molto seguite, al salone dibattiti Unicredit al piano Attico Sono i ring, curati da Davide Paolini. Alcune, in collaborazione con la Coldiretti, trattano le frodi internazionali realizzate utilizzando il cosiddetto Italian Sounding, cioè l’uso di  nomi su prodotti alimentari contraffatti che ne richiamano  di simili italiani. Dice Coldiretti:” La Toscana è la regione più imitata al mondo. Il danno raggiunge i  6 miliardi di euro” Oltre a confrontarsi con l’ispettorato centrale per le repressioni frodi, la Coldiretti ha recentemente modificato Il testo unico della riforma del sistema delle indicazioni di origine. E contemplerà, tra le azioni, anche quella di contrastare l’agropirateria web a tutela delle produzioni di qualità.

Un altro ring  “I suoni del cibo” ha interrogato musicisti ed esperti sul rapporto fra suono e cibo. Ma soprattutto è intervenuto il rappresentante di una ditta familiare, Caimi, specializzata nell’insonorizzazione dei ristoranti. Il rumore è di gran lunga più nocivo alla degustazione del cibo  di un abbinamento musicale inappropriato. Oltretutto quest’ultimo è molto soggettivo, mentre  il disturbo arrecato dal rumore è per tutti garantito, anche se alcuni coscientemente non lo avvertono. Questa ditta è un unicum italiano, che esiste dal 1949 e si è costruita un suo know how molto originale, che trova oggi un mercato solo da poco capace di capirne l’importanza.

Un interessante Taste talk “Mi dedico alla terra” ha fatto conoscere ben quattro  imprenditrici innovative nel campo dell’agricoltura, che lavorano in habitat italiani molto diversi. Due di loro, molto giovani, aprono la loro terra alle scuole, invitando bambini piccoli, dell’asilo e delle elementari, a visitare i loro possedimenti, per appassionarli alla natura. Nina Mangani, insieme con il marito agronomo, ha creato il Feudo Mondello in Sicilia, dando origine ad una produzione di pasta di altissima qualità. Ha costruito una fonte di lavoro per figli e nipoti, in una zona in cui non era stato mai coltivato il grano.

Libri che parlano di cibo

Altra proposta per i visitatori di Taste: una libreria organizzata da Guido Tommasi editore. Facile trovarvi il libro Tutti i colori di Acquarello, presentato in Unicredit Taste Arena. Più difficile abbracciare la  numerosa, incantevole serie di collane dedicate alla cucina e ai modi di cucinare nel mondo. Il catalogo generale dell’Editore, preparato con maestria ed eleganza, è altamente consigliato per poter entrare in questa galassia della creatività umana.

Arredi per la tavola.

Una sezione della fiera si occupa di Taste tools. Infinito Design, azienda italiana, realizza soluzioni d’arredo innovative per la tavola, pensate per professionisti dell’alta ristorazione e per aziende del lusso, come il settore nautico. Realizzate con design esclusivo e personalizzato, in  Krion, materiale innovativo molto resistente e riciclabile, non  poroso,  antibatterico. Sono completate con  candele sinestetiche,  che lo chef confeziona con un aroma che aumenti o cancelli l’aroma del piatto, al momento che il cliente lo gusta.

Concludendo.

Ben lungi dal considerare questo articolo esaustivo di tutto ciò che la Fiera Taste è in grado di offrire, spero solo di aver messo in luce l’enorme importanza che una simile vetrina di piccole e micro imprese, collegate in vario modo al cibo, riveste, per  pubblicizzarne l’esclusività e difenderne la commercializzazione.

 

Fragranze 20. Scienza e creatività nei profumi.

Pitti fragranze, alla sua ventesima edizione lo scorso settembre, è una festa di godimento e, insieme, racconti di scienza e creatività nei profumi, utilizzati per dare personalità a ogni creazione. In bilico fra tradizione e novità, si cerca una fusione di massimo appeal. La presenza di tanti nuovi profumi-quasi 160 fra brand e aziende presenti- ci dice di una molteplicità di proposte Viva le differenze! Però qualcuno dovrebbe studiare un tipo di manifestazione di cultura olfattiva “a puntate”, in modo da permettere ai sensi dei visitatori di giudicare ogni profumo con uguale capacità.

L’ascolto degli interessanti talk che si tengono durante la fiera è un aiuto al recupero dell’olfatto, oltre ad essere fonte di conoscenze e riflessioni.

Perfume Symphony talk.

Il racconto Perfume Symphony illustra le complessità di creare un prodotto, dovendo affrontare la percezione umana con i suoi tempi ”molecolari” e la chimica delle sostanze utilizzate, di persistenza variabile. Questa conferenza è tenuta da Enrico Maraffino, cofondatore e direttore di produzione della Label -profumi d’ambiente-Esordisce invitando a chiamare triangolo la cosiddetta piramide olfattiva e la disegna capovolta, col vertice in basso. E’ più espressiva, così capovolta, di quale sia la nota dominante percepibile dal naso. Poi ci passa a poco a poco le diverse componenti utilizzate per confezionare una profumazione, illustrandone le caratteristiche e i motivi per cui le une prevalgono sulle altre o le modalità con cui si armonizzano. Alla fine del talk ci viene donato un sacchettino contenente il risultato, con l’aiuto del quale, a naso in riposo, potremo valutare il piacere che ci suscita.

Profumeide

Ci risulta più chiaro perché Alba Chiara De Vitis, il naso di Profumeide, eserciti la sua creatività ricorrendo ai big data, che sa usare essendo una Matematica. Ed anzi, grazie a questa tecnica , supera il concetto della piramide olfattiva. Le varie componenti possono essere messe nel composto di prova in dosi variabili in modo infinitesimale, fino a raggiungere le sfumature volute. Una tecnica di simulazione che sarebbe impossibile senza l’aiuto del computer. Un approccio che crea un metodo di machine learning. Questo permette di fare una ricerca emozionale, al fine di ricreare l’esperienza di memorie ed evocazioni olfattive. In occasione di Pitti Fragranze 20, Parfumeide presenta la collezione Amores con tre delle infinite sfumature dell’amore. Questa start up reparto Spring, nuova e innovativa, ha inventato il portale Firenze Parfum, per raggruppare l’expertise fiorentina del design olfattivo.

Il Muro alchemico.

Special Guest di questa edizione, Alessandro Gualtieri, un Naso molto noto nell’ambiente, ha progettato un incontro col pubblico che salta l’ostacolo dell’odorare le sue creazioni. Il muro alchemico, così si chiama il progetto, invita a entrare da soli in una stanza, leggere le parole da lui scritte sul muro, individuare ciò che ci crea problema e prendere una bottiglia dei suoi profumi dallo scaffale per infrangerla contro “il problema”. Dà cioè a questa azione il potere di sublimare la frustrazione, di purificare la mente, liberando le emozioni represse. E’ sicuramente il modo di accendere la curiosità sui suoi profumi, che in questo contesto non erano valutabili.

Abaton

Abaton ci porta nel mondo del chinotto, della storia del suo utilizzo nel passato e delle lavorazioni di oggi, che danno origine a una linea di cosmesi e una di profumi, oltre a quella alimentare. Fino dall’800 è stato utilizzato in campo alimentare, correggendone l’amaro con zuccheri aggiunti. Oggi si può acquistare un’intera linea di cosmetici solidi, la Good Glamour Green. Ecosostenibili, racchiusi in un cofanetto ligneo a semisfera, premiato per il design unico e ricercato, biodegradabile. Dalla ricca fioritura del chinotto, dalle sue foglie e dalle scorze, sono nate tre diverse fragranze: Chinotto Dark – Chinotto Gourmand e Fior di Chinotto che catturano il profumo rispettivamente del frutto verde, del frutto maturo e del fiore. In campo alimentare si può acquistare un barattolo di chinotto candito, o lo stesso in una confezione “aperitivo” che contiene anche una bottiglia di prosecco e una ricetta esclusiva.

La Moldavite

Lo stand di Oliver Durbano è un’isola di poesia. Lavora un profumo all’anno, ispirato da una pietra. Quest’anno è dedicato alla Moldavite, abbinata al colore verde, colore della natura, che richiama il rinnovamento. Oliver narra che più di quattordici milioni di anni fa l’impatto di un meteorite sprigiona nell’atmosfera terrestre gocce di roccia fusa che danno vita alla Moldavite. Scienza e creatività per ottenere il profumo, cui l’autore dà il significato di unione fra Cielo e Terra. Illustra le simbologie tratte dal numero d’ordine di questa creazione, la diciottesima. L’amore per le pietre si spiega col fatto che l’Autore è un gioielliere, solo in seguito dedicatosi ai profumi. Come molti altri nasi, dà grande spazio al racconto di come nasce un profumo. Questo racconto è stimolante anche per chi lo indossa.

Maestria Artigianale

Wesker racchiude i profumi in grandiosi flaconi meticolosamente realizzati a mano e modellati uno a uno artigianalmente. Hanno una superficie marmorizzata con colori vivaci e sottili foglie d’oro. Questa maestria artigianale si combina ad Alta Profumeria, coinvolgendo anche la vista nel godimento olfattivo.

Skincare

I prodotti di skincare EMA BART sono una linea eco-sostenibile di 13 prodotti viso, 3 prodotti corpo e 3 solari. Completamente naturale, con sostanze funzionali ad altissima concentrazione a base di olii, burri, piante ed estratti botanici da agricoltura biologica, associati a composti e molecole attive derivanti dalla ricerca dei laboratori più avanzati d’Europa. Ha scelto di presentarsi unica fra i profumi forse per non essere confusa con prodotti di skincare di molto minor valore.

Trésor de l’Osmothèque

Fra i talks merita riportare notizie sull’ Osmothèque, il primo archivio storico dedicato al profumo, situato a Versailles, che è nato trent’anni fa da Jean Kerléo, allora profumiere di Jean Patou, e un team di membri della Società Francese del Profumo. Isabelle Chazot, ricercatrice in storia del profumo, Presidente del Comitato Scientifico , ha tenuto a Fragranze il Talk “Trésor de l’Osmothèque”. Una serie di profumi perduti nella loro formula originale è stata riformulata L’idea portante di questa Istituzione, ha spiegato la ricercatrice, “era diventare la biblioteca nazionale del profumo. Un progetto aperto a tutti, un ponte tra l’industria del profumo e il mondo della cultura, con la volontà di promuovere il profumo come un’opera d’arte.” Profumi del passato ricreati. E non solo, perché la collezione viene aggiornata con continuità nel presente.

Sergio il Profumo

La nascita di un profumo , Sergio, è oggetto di un talk di Laura Bosetti Tonatto (Essenzialmente Laura). E’ un omaggio a Sergio Bernal, 32enne danzatore spagnolo che si divide tra danza classica e flamenco, uno dei nomi di punta del balletto mondiale. “Il flamenco non è un ballo, è un sentimento, un modo di parlare con il pubblico” afferma Laura. E prosegue “Ha preso vita dal momento in cui ho visto Sergio Bernal ballare sul palcoscenico…volevo rappresentare tutta la forza e l’intensità della sua danza”. Scienza e creatività collegate ad una passione è dunque la genesi del suo profumo.

Sense the Senses

Di sensi, sinestetica, riflessioni sulla consapevolezza che ciascuno ha dei propri sensi, Giovanna Zucconi, Tania Gianesin e Elena Abbiatici dibattono nel Talk Sense the senses. Mirando a farci scoprire come vengono usati i sensi (molto più di 5 ne abbiamo!) nella creatività in campo artistico, sociale e nel quotidiano. E, naturalmente, in Profumeria.

Dopo questa esperienza di immersione nel mondo dei sensi mi stupisco pensando che esistono persone che non amano profumarsi o incontrarsi con persone profumate. Mi addolora anche pensare che uno degli effetti collaterali del Covid, per alcuni, è quello di produrre loro, per un periodo o per sempre, una lesione alla sensibilità olfattiva.

 

Le scimmie di Simone Fugazzotto alla Galleria del Palazzo Coveri

Simone Fugazzotto, alla galleria del Palazzo Enrico Coveri fino al 13 ottobre, in alcune tele scimmiotta le attività umane  con l’aiuto di scimmie e scimmiotti.

Scimmiottare, dice il dizionario, è schernire qualcuno imitando i suoi modi o comportamenti. Dal titolo“Primate Collection S/S 23” si capisce la volontà di rendere onore a Pitti Immagine Uomo 102, a Firenze proprio nelle stesse date del vernissage.

Finché tratta di Moda, il messaggio delle tele può essere interpretato come un richiamo all’ordine rivolto agli umani, che li mette in guardia dall’Apparire, grazie ad abiti belli, costosi e alla moda, senza Essere.

Però con queste tele, tutte di grandi dimensioni, a tecnica mista, con pennellata intensa, materica, l’artista esprime grande spessore simbolico, che non è sempre univocamente comprensibile.

Nel quadro che mostra alcune baby scimmie con palloncini- c’è chi li gonfia e chi li guarda soddisfatto di possederne tanti colorati- l’ambiente è una magica foresta tropicale lussureggiante. Questa composizione sembra ammonire gli umani di non sottrarre ai piccoli l’ambiente in cui sono nati e dove possono giocare liberamente. Quindi qui gli animali, magistralmente disegnati come in tutte le opere in mostra, non sono metafore, ma scimmiette che sembrano invitare gli umani a comportarsi responsabilmente verso la natura. Il messaggio deve essere particolarmente caro all’artista perché questo disegno è stato scelto per decorare una bella sciarpa leggera, i cui colori lievi e fusi con maestria la fanno ideale accessorio di abiti di varie fogge.

C’è ironia nell’abbraccio fra madre e figlio incappucciati nelle felpe: “Not sapiens” sulla manica dell’adulto. “Just ape” sul cappuccio della baby scimmia. Questa opera artistica richiama le diatribe scientifiche sulla derivazione o meno degli umani dalle scimmie, iniziata con Darwin e spesso ripresa e ad oggi non universalmente conclusa. Arte e Scienza quindi, una seria contrapposizione espressa qui in linguaggio spiritoso.

Arcimboldo, l’artista che, in altra epoca, ha creato figure umane da un incastro di frutta e verdura, ha ispirato Trashimboldo, il quadro che ritrae l’artista che, per descrivere il mondo attuale, invaso dai rifiuti, costruisce un’immagine di sé componendo pile ed imballaggi deformati dall’uso. E’ un esercizio di bravura questa opera, e insieme un richiamo al “Pianeta delle scimmie”, il film del 1968 che preconizzava che la terra, distrutta dagli uomini con una guerra nucleare, nell’arco di alcuni millenni aveva fatto regredire gli umani ed evolvere le scimmie. Quindi erano le scimmie a governare la Terra.

Anche le carte da parati sono fonte di ispirazione per questo artista, contribuendo in un quadro, Cozy Quarantine, con la loro capacità di creare ambienti raffinati , a smorzare la feroce satira sulle disposizioni emanate dai politici durante il Covid. La prigione cui si è sottoposti per la quarantena ha le sbarre a rombi fioriti della carta da parati, che almeno impediscono l’emergere di una rabbia distruttiva.

Basta una carta da parati ad arabeschi d’oro su fondo nero, applicata ad una parete dove si appoggia uno scimpanzé, esso stesso dipinto con gli stessi arabeschi, a renderlo regale? Di nuovo una domanda pare uscire dal quadro: Parere è uguale ad Essere?

Per ognuna delle tele, che affrontano anche altri problemi di attualità, si può costruire un senso, che sarà ovviamente soggettivo. L’Artista afferma che l’intenzione della mostra è far riflettere sui nostri atteggiamenti, su virtù, vizi e debolezze.

Interessante sarebbe confrontare le varie interpretazioni dei visitatori. Scopriremmo sicuramente grandi differenze , cosa che ad un artista non può non piacere, dato che in cuor suo si augura quasi certamente di riuscire a rendere universali le sue intuizioni.

 

Beauty Bar per la ricerca approda alla Rinascente di Firenze.

 

A Firenze la Rinascente occupa un palazzo storico di pregio in Piazza della Repubblica. A chi si lamentava con un responsabile della vendita perché, con la nuova gestione, era scomparso il piano dedicato ai prodotti per la casa, il dipendente  rispondeva che, in effetti, questo storico e raffinato store avrebbe avuto bisogno di altri due piani per coprire le principali esigenze della sua clientela.

Inaugurazione di un Beauty Bar

E’ quindi assai apprezzabile l’inaugurazione, avvenuta nell’ultima settimana di aprile, di un Beauty Bar al terzo piano, ricavato sottraendo un corner agli abiti di marchi di alta gamma del miglior Made in Italy e del panorama  internazionale.  Sebbene non raggiunga la funzionalità di quello di Milano, dove c’è anche lo spazio per i trattamenti, questo store rende possibile acquistare prodotti di bellezza biologici, privi di parabeni e di ogni altro ingrediente chimico che spesso, all’insaputa di chi acquista, può essere usato nei prodotti cosmetici. Inoltre  questo nuovo assetto  è accompagnato da un’iniziativa benefica: Rinascente donerà il 10% del ricavato  che il Beauty bar fa vendendo i prodotti  fino al 19 maggio, alla Fondazione Radioterapia Oncologica, che sostiene il Reparto omonimo di Careggi. Rinascente e FRO iniziano così un dialogo concreto, proseguendo il progetto partito da Torino e che si svilupperà per tutto il 2022 sugli altri store della collezione Rinascente.

Fondazione Radioterapia Oncologica

La Fondazione Radioterapia Oncologica nasce nel 1988 su richiesta dei pazienti, dei loro familiari e su iniziativa di alcuni Dottori e Professori del Reparto di Radioterapia Oncologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Firenze Careggi. Fin da subito la motivazione principale della Fondazione è stata quella di rispondere alle esigenze dei pazienti oncologici, supportandone  le attività assistenziali, e del Reparto, promuovendone la ricerca scientifica. Dal 2020, nella persona del Segretario Generale Lorenzo Gori, la FRO è parte del CDA della Fondazione ISPRO (Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica).
Alla conferenza stampa di lancio del progetto erano presenti molte personalità del mondo politico, il presidente della regione Giani, sindaco Nardella e l’assessore al welfare Funaro, nonché il CEO della Rinascente, Dott Pierluigi Cocchini, il presidente FRO Bruno Gori e il Direttore del Reparto di Radioterapia Oncologica Prof. Lorenzo Livi.

Drusilla Foer seguace appassionata

Coordinava gli interventi politici e medici Drusilla Foer, con l’ironico colto favellare che la contraddistingue. Lei stessa si è dichiarata ab inizio una seguace appassionata del progetto FRO. Ha espresso il suo apprezzamento per un’iniziativa che, grazie all’avanzare della ricerca, permette oggi di localizzare la malattia fin dal suo nascere.
In passato molte indagini non erano in grado di rilevare il cancro in luoghi nascosti dell’organismo e lo si scopriva quindi in fase già avanzata. Tutti sanno che la cura è legata alla diagnosi precoce. Perciò apparecchiature sempre più sofisticate sono necessarie, e raccogliere contributi per questo tipo di acquisti è fondamentale per salvare i malati oncologici.

Per Concludere
Merita citare, per concludere, parole di sintesi dei due principali responsabili del progetto, il CEO Rinascente e, nell’ordine, il presidente FRO
“Siamo orgogliosi di proseguire con il progetto Beauty Bar per la Ricerca insieme alla FRO ONLUS, poiché ci offre la possibilità di parlare di wellness in maniera sempre più estesa e trasversale. Il cuore dei nostri Beauty Bar è composto di brand nativi digitali, marchi indipendenti e dal contenuto valoriale altissimo dove ricerca, innovazione e anticipazione delle tendenze sono driver essenziali per un consumo sempre più consapevole”.
“Da sempre la FRO ONLUS è attenta alle esigenze dei pazienti oncologici, agendo laddove le istituzioni non riescono a intervenire. Accogliamo con piacere la proposta di Rinascente che si mostra sensibile e accogliente a realtà come la nostra e invitiamo tutti voi a partecipare all’iniziativa Beauty Bar per la Ricerca, dove un gesto per la bellezza acquista un valore più grande. Sosteniamo la ricerca insieme grazie al Beauty Bar in Rinascente.”

 

MIDA 2022, la Mostra dell’Artigianato, torna dal vivo.

 

Mida, la Mostra Artigianato 2022

Dal 23 Aprile al 1° Maggio torna alla Fortezza da Basso l’86sima edizione di MIDA. Il nome è quello di un sovrano che trasformava in oro ciò che toccava. Qui il nome bene augurante è l’acronimo di Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze. Un importante segnale di ripartenza per l’artigianato che, insieme alla moda e al design, rappresenta uno degli ambasciatori della bellezza made in Italy nel mondo. Il grande pubblico può finalmente tornare ad ammirare dal vivo le opere più belle dell’artigianato italiano e di vari paesi del mondo.

Obbiettivo principale

Unire l’anima tradizionale della mostra con la crescente attenzione verso l’artigianato digitale. Oltre all’innovazione tecnologica, si punta alla sostenibilità.

Programma multiforme

Oltre 400 espositori, che provengonoda ogni angolo d’Italia e da vari paesi esteri, quali Francia, Turchia, Tunisia, Marocco, Perù, Egitto, Vietnam, India, Iran, Madagascar, Pakistan, Nepal e Tibet.
In rappresentanza dell’Ucraina è presente in fiera per la prima volta Made in Ukraine, una associazione che fin dal 2013 organizza mostre e festival in tutta Europa . Una gentile bambina col cerchietto di fiori si aggira fra le librerie che espongono pottery raffinata e i tappeti di lana grezza dell’artigianato ucraino.. Su di un divanetto si trovano le guide di luoghi turistici, ora divenuti teatro di guerra.

Orchidee in Fortezza

I visitatori possono ammirare più di 5.000 specie di orchidee con il loro bellissimo fiore, simbolo di purezza, eleganza e sensualità. E’ la prima mostra internazionale che si tiene a Firenze, Al padiglione Nazioni, dal 23 al 25 aprile, nei giorni seguenti al Museo Stibbert.

 

Riciclo polimeri termoplastici

Alla Sala Ottagonale la start up Precious Plastic – Torino, in collaborazione con l’Università e il Comune di Firenze, la Fondazione Architetti Firenze e la Fondazione Giovanni Michelucci pone le basi di CRAFT 4.0 for Change, mettendo a disposizione conoscenze, strumenti e macchinari attraverso cui riciclare oggetti realizzati con polimeri termoplastici e trasformarli in nuovi manufatti, donando così alla plastica una nuova vita.

Made in MIDA

Made in MIDA è un progetto visibile al padiglione Cavaniglia. Dalla collaborazione tra sei imprese artigiane toscane e altrettanti designer selezionati su scala nazionale sono stati creati 6 oggetti esclusivi e iconici con il marchio made in MIDA.

 

OMA fa prodigi.

Prodigio. Mestieri d’Arte e Performance è la mostra alla Sala delle Colonne. Promossa da Fondazione CR Firenze e curata da Associazione OMA – Osservatorio dei mestieri d’Arte, propone lavorazioni dal vivo di maestri e giovani artigiani. In esposizione lavori di 18 botteghe d’arte fiorentine. Capolavori di ceramica, scagliola e pietre dure, intagli, tarsie e dorature. Sempre OMA, con le Associazioni di categoria propone laboratori didattici gratuiti per bambini fino agli 11 anni . Prenotazione obbligatoria.

LAO, gioielli contemporanei

Alla Polveriera si trova una selezione di gioielli contemporanei della collezione LAO e dei gioielli degli studenti. In programma un calendario fitto di incontri e appuntamenti dei maestri orafi con gli studenti. Dal vivo i primi eseguiranno lavorazioni di incassatura, incisione, smalto, modellazione cere, CAD e disegno del gioiello.

La ceramica di Montelupo

Il fascino intramontabile della ceramica di Montelupo rivive nella mostra. Allestita in collaborazione con l’Associazione Strada della Ceramica di Montelupo, si trova alla Sala della Volta e alle Grotte. Presenta una selezione di opere di artigiani e artisti a metà fra heritage e nuove sperimentazioni.

CNA presenta lavorazioni dal vivo

In mostra al padiglione delle Ghiaie Artefacendo, progetto di CNA Firenze Metropolitana, realizzato da 35 importanti realtà artigiane con dimostrazioni e lavorazioni dal vivo che trasformano la mostra in un’esperienza unica per il visitatore, a contatto diretto con i maestri artigiani e con i vari processi produttivi delle loro opere.

Confartigianato Imprese Firenze realizza Pezzi Unici

Alla Palazzina Lorenese Pezzi Unici, a cura della Confartigianato Imprese Firenze. Eccellenti artigiani danno vita a manufatti originali e irrepetibili, con materiali vari, fra cui pelle, filati, oro, argento e carta.

L’arte della Scultura

Troviamo esposte al Cavaniglia sculture monumentali di marmo. Alla loro presenza lo scultore Renzo Maggi terminerà in fiera un suo lavoro, “Giocasta”, per mostrare le varie fasi di lavorazione di una scultura in marmo. Lo scultore Giuseppe Guanci, espone alla Sala dell’Arco. Il Guanci crea le forme racchiudendo l’aria in un tessuto di fili metallici, che si piega per creare la posizione della statua. Maggiori dettagli su www.giuseppeguanci.it

Storia della Mostra

E’ stata ricostruita anche la storia della Mostra dell’artigianato. E’ raccontata attraverso immagini, video, audio ed oggetti. Una ricerca approfondita che usa materiale dell’Archivio Storico della Regione Toscana.

Sul fronte del food

Torna a MIDA 2022 Le Delizie di Leonardo, lo spazio cucina di Leonardo Romanelli. Vulcanico critico eno-gastronomico toscano, porge mini assaggi a tutti i food&wine lovers. Mostra novità nel campo del cibo e prodotti autentici toscani.

Sono allestiti molti altri stand del food che porgono a piene mani assaggi delle loro specialità. I gestori sono visibilmente contenti di trovarsi di nuovo circondati da un vasto pubblico. Una deliziosa crema di pistacchi si assaggia da Sapori di Sicilia, che ha portato anche all’assaggio marmellate artigianali. E in più gustose specialità di frutta e verdura. www.saporidisicilia2017.it

Piante che volano

Flying garden attrae visitatori mostrando in fiera piante che traggono nutrimento da una zolla compatta di terra contenente le radici. Si immerge in acqua e si strizza a tempi definiti. Questo permette di tenere le piante sospese senza vaso nell’ambiente e risparmiare acqua di irrigazione. E’ l’applicazione di un metodo giapponese.

 Affluenza

I primi tre giorni con oltre 20mila visitatori, fra i quali molti giovani, ci dicono di un’affluenza al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Questo indica che l’ evento era aspettato da tanti appassionati del bello , del nuovo e del ‘fatto a mano’. Realizzato quindi l’ auspicio del presidente di Confartigianato Imprese Firenze Alessandro Soran. In conferenza stampa così aveva concluso: “Mi aspetto che la Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze ritorni un appuntamento centrale per il nostro mondo, con un buon afflusso di visitatori. Ritrovando quel contatto diretto con il pubblico che per l’artigiano è fondamentale per raccontare, far conoscere e apprezzare la sua arte”.

È nato l’Orto San Frediano

Orto San Frediano

Una graziosa scatola con scritto “Orto San Frediano” contiene le informazioni necessarie a decifrare le funzioni dello spazio verde che incontriamo varcando una porta di legno, anch’essa di colore verde, al civico n78 di Via Pisana. Quando è chiusa, dà l’idea dell’ingresso ad un garage fra le case attaccate l’una all’altra su questa via, da ambo i lati. E invece è un polmone verde privato, 3500 mq di giardino, che dà respiro al cemento nelle sue immediate vicinanze. L’Assessore Cecilia del Re, presente all’inaugurazione, ci informa che a Firenze la metà delle zone verdi è privata. Loda questa famiglia che ha conservato l’area verde senza cedere alle offerte di gruppi finanziari che fanno la corte ai grandi spazi, ben sapendo che riescono a ottenere permessi costruttivi che ai comuni cittadini sono negati.

La Storia del luogo

Lo spazio verde, noto come Giardino Torrini dal nome del padre dell’attuale proprietaria, Gabriella, sale con i suoi 3500 mq da via Pisana verso via della Fonderia, la parallela situata sulla riva sinistra dell’Arno. Fino agli anni 80 era sede di un vivaio rinomato per le piante grasse.

La chef ideatrice

Su idea della chef Enrica della Martira, approvata e sostenuta dalla proprietaria, è stato trasformato in un orto giardino con cucina. Uno spazio innovativo plurifunzionale, adatto ad accogliere chi voglia trovare insieme la genuinità del cibo e l’ambiente per conversare in relax. La serra principale è ora una cucina, dove i frutti della terra vengono utilizzati per ricette che uniscono tradizione e innovazione. Grandi classici rivisitati o nuovi abbinamenti con il desiderio di stupire e soddisfare sono alla base della ricerca culinaria costante di Enrica. Un laboratorio di cucina basato sul “colto, cotto e mangiato”, una visione totalmente diversa dall’offerta gastronomica che satura questa città. L’augurio di successo di questa iniziativa si accompagna alla speranza che vengano diminuiti, e anche revocati, i permessi accordati in centro città a paninari e gelatai con minuscoli locali, che riempiono le vie del centro storico di lunghe file di turisti in attesa, mentre quelli che hanno ottenuto il panino o il gelato se lo mangiano seduti sui bordi dei marciapiedi o sugli scalini dei monumenti.

La cura del territorio

Gabriella Torrini ci parla del luogo: «Sono cresciuta in questo giardino, osservando mio padre al lavoro, e ammirando il suo amore per le piante grasse».
Con il tempo Gabriella ha capito che questo angolo verde possedeva, oltre all’enorme valore affettivo, anche importanza paesaggistica per la città e la sua storia. Per questo negli anni lo ha conservato intatto, senza mai cedere a richieste di cessione. Questo nuovo progetto, Orto San Frediano, compenetra la conservazione della vocazione agricola di questa vasta area con la possibilità di renderne sostenibile la manutenzione, aprendola al pubblico con determinate modalità.

 

Le differenti possibilità offerte dall’Orto San Frediano

Torniamo alla scatola, e ne estraiamo le schede che indicano le possibilità di usufruire dell’orto-giardino, completamente riqualificato nel rispetto del paesaggio, impreziosito da un uliveto secolare ancora produttivo.
Ed ecco le proposte:

  • Eventi – con ospiti istituzionali
  • Cene private – per momenti speciali, a pranzo o a cena – su prenotazione
  • Scuola di cucina innovativa – Corsi collettivi o individuali per i quali si utilizzano ortaggi ed erbe aromatiche rigorosamente dell’ orto
  • Per il Delivery si stanno attrezzando!
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Una premiazione ad arte per festeggiare i 15 anni di VoipVoice

Fatti non foste a viver come bruti

Il Salone dei 500 messo a disposizione di un’azienda per la celebrazione dei suoi 15 anni di vita ci indica l’importante ruolo che essa svolge agli occhi del Comune di Firenze.

Rivoluzione Digitale

Si tratta di un operatore telefonico il cui nome è VoipVoice. Quello che la differenzia dagli altri operatori telefonici è il fatto di essersi basato, primo in Italia, sulla tecnologia VoIP (Voice over IP) e di avere come clienti unicamente aziende e Pubbliche Amministrazioni. Dotata di una rete capillare di società di consulenza informatica e telecomunicazioni su tutto il territorio nazionale, è in grado di attivare la possibilità di telefonare attraverso internet, ma anche di rispondere e chiamare con il numero fisso, rendendo possibile ai dipendenti pubblici o di un’azienda lavorare ovunque come dal proprio ufficio, anche quando si lavora da casa, occasionalmente o stabilmente in smart working. Praticamente la base di una rivoluzione digitale che ha avuto la sua accelerazione in Italia con la pandemia e la necessità di decongestionare gli uffici, ma che in generale consente una migliore organizzazione di tempi e spazi anche in periodi ordinari. La voce corre, per così dire, su IP, iniziali di Protocollo Internet, l’insieme delle regole che disciplinano il formato dei dati scambiati su Internet o sulla rete locale. Quindi si può telefonare senza dover avere un collegamento dedicato analogico o digitale come nella telefonia tradizionale.
Il festeggiamento dei 15 anni ha preso un’intera giornata fra premiazioni, pranzo in due storici Caffè di Piazza Repubblica, necessari per accogliere tutti i numerosi convenuti, e visita turistica per i fuori Firenze al Museo del Duomo e al Battistero.

Un’organizzazione cui ispirarsi

Il titolo dell’evento “Fatti non foste a viver come bruti”, un verso del XXVI canto dell’Inferno, se da un lato si ispira alla celebrazione di Dante nel settecentesimo anniversario della morte, dall’altro introduce al verso seguente, che recita “ma per seguir virtute e canoscenza”, il vero motto dell’azienda. Gabriele Nannotti, l’ideatore, ha fatto un excursus di storia e storia della tecnologia degli ultimi 15 anni, concludendo che questa sua idea contribuisce a portare l’Italia nel prossimo Rinascimento. Si definisce come colui che lavora dietro le quinte, mentre il suo socio, Simone Terreni, Managing Director di VoipVoice, al contrario, esce allo scoperto nel trattare con i collaboratori esterni. Presenziava l’evento l’assessore all’innovazione tecnologica del Comune di Firenze, Cecilia Del Re.

Premiazione ad Arte

L’azienda, di Montelupo Fiorentino, conta oggi 14mila clienti e oltre 500 rivenditori sparsi in tutta Italia. La premiazione ha messo in luce una filosofia aziendale basata su una struttura innovativa di relazione con dipendenti, partner e fornitori. All’evento in Palazzo Vecchio hanno partecipato oltre 200 partner, oltre a responsabili della struttura che si articola in Partners-Top, Partners-Special, Partners-Resellers, realizzatori e formatori. I premi attribuiti ai tre migliori esponenti di ognuna delle figure sono stati pensati, in onore di Montelupo, come busti danteschi di ceramica smaltata, bianchi, verdi e rossi, di dimensioni digradanti dal bianco al rosso, dal primo al terzo premio.

Durante la pandemia

Un esempio di premio è quello attribuito per il miglior fatturato a Centralino.eu, Special Partner italiano di VoipVoice. Da marzo 2020, in piena pandemia, questa azienda ha deciso di supportare gratuitamente le imprese durante il periodo emergenziale con una soluzione integrata gratuita di Unified Communication, esperienza di Solidarietà Digitale in grado di offrire ad esse l’opportunità di rimanere aperte. Solo nella prima settimana di iniziativa più di 1.000 lavoratori hanno così potuto attivare lo Smart Working. Ma anche a pandemia risolta strumenti quali Smart Working, Webmeeting, Webinar e messaggistica integrata unificata sono misure di supporto per consentire alle aziende di continuare a lavorare. Lo stesso vale per i negozi, che virtualizzano le visite dei clienti, consentendo loro comunque l’insostituibile aiuto del commesso di fiducia. Riducono gli spostamenti del personale ed evitano soprattutto la concentrazione di dipendenti e clienti all’interno degli uffici o dei negozi. Il premio ottenuto sta a dimostrare che molte imprese hanno aderito agli strumenti proposti anche quando la gratuità è stata sospesa.

Conclusioni

Il Managing Director ha voluto dichiarare che «Quindici anni fa siamo stati tra i primi in Italia a credere che anche le telecomunicazioni, il mettere in comune aziende e persone lontane, dovevano essere digitalizzate. Ora tutti parlano di smart working, didattica digitale, cloud. Ma se tutto questo oggi è possibile lo si deve ad aziende come la nostra che hanno previsto il futuro e messo a disposizione le giuste infrastrutture come il VoIP e la fibra. Da Palazzo Vecchio, dalla nostra Toscana, adesso ci prepariamo ai nostri prossimi 15 anni. Convinti e determinati a contribuire a un Rinascimento digitale che renda migliore il futuro al nostro Paese».
«Un traguardo importante per un’azienda del nostro territorio – ha aggiunto l’assessore Cecilia Del Re – che oggi può celebrare in Palazzo Vecchio i suoi 15 anni di attività nel settore più dinamico e trasversale della trasformazione digitale. Un percorso che il Comune di Firenze ha intrapreso con convinzione, tanto da guidare la classifica nazionale stilata da Forum PA per la trasformazione digitale nelle città. Un riconoscimento che è arrivato per i tanti interventi messi in campo dall’amministrazione per accelerare la svolta digitale: dalla Smart city control room agli oltre 2mila hotspot wifi disponibili in città, all’attivazione massiva dello smart working, al potenziamento dei servizi online per i cittadini in fase di emergenza e post emergenza, alla gestione digitale del verde pubblico, alle app per il turismo e la mobilità. Tutti interventi che non possono prescindere da infrastrutture in grado di sostenere questa transizione a vantaggio di tutti i cittadini. Una città cresce se anche le aziende del proprio territorio riescono ad offrire servizi sempre più innovativi, e VoipVoice si inserisce con la sua storia in questo solco».

 

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