Una originale mostra di fotografia di luoghi di Firenze

Quelli che frequentano le mostre si sono sicuramente accorti che, quando ci si trova di fronte ad un artista, i significati delle sue opere sono molteplici. Spesso diversi dalle spiegazioni che l’Artista ne dà.

Mai come in questo caso, “Ricordo Firenze”, mostra fotografica di Leonardo Mincolelli, alla Sala Ex Leopoldine, Piazza Torquato Tasso, 7, ha suscitato reazioni diverse, addirittura opposte.

Caratteristica stilistica identitaria di Leonardo Mincolelli una contrapposizione di bianchi e neri in molte delle foto. Bianchi o neri, niente chiaroscuro. In questo modo le forme dei monumenti si stagliano precise, mettendo in luce la severità del contesto fiorentino. Mi hanno fatto venire in mente la sensazione che provavo, sbarcando a Firenze al ritorno da Roma, capitale dalle forme sinuose, che gli edifici del capoluogo toscano si fossero messi sull’attenti.

Nelle prime foto in cui ci si imbatte, facendo il giro della sala, però, sono bianchi gli edifici e neri i turisti davanti ad essi. Fanno venire in mente le orde di turisti che invadono quotidianamente il centro Unesco e l’Oltrarno, assetati solo di fotografare. Con risultati spesso molto inferiori alle cartoline fatte da professionisti, oltre a un enorme spreco di energia, quella che il cellulare assorbe ad ogni scatto. La loro presenza, fermi come stanno sui marciapiedi, o sulle strisce di attraversamento, o peggio in mezzo alla strada, impedisce ai cittadini una normale circolazione, oltre a coprire in gruppo gran parte dei monumenti. Vivere il centro di Firenze è sempre più scomodo. Per questo tipo di turista è una Disneyland, un po’ più vecchia e scomoda , visto che il fondo stradale è di pietre molto consumate o sconnesse.

Per l’Artista invece l’utilizzo di silhouette e ampi spazi negativi è mirato a creare una +rappresentazione della città come un ricordo, spoglia dei dettagli che non rimangono impressi nella mente dopo anni di assenza: solo luci e ombre definiscono il paesaggio urbano, e i pochi soggetti che lo decorano.

Ogni fotografia rappresenta in modo diverso il sentimento e la percezione che Leonardo ha nei confronti del posto in cui è stata scattata, dal senso di solitudine della partenza, al calore della compagnia nel ritorno, dalla confusione del centro storico alla magnificenza delle opere che ospita.

Ovviamente I ricordi di Leonardo non sono in discussione. E neppure la sua capacità di mostrare in modo originale scorci di una città inflazionata in campagne pubblicitarie che fanno leva sul Duomo e poco più. Convinti come sono, gli operatori turistici, che la fama della bellezza di Firenze non richiede scorci originali per attrarre visitatori da tutto il mondo.

Il titolo della mostra “Ricordo Firenze”, è motivato dalla lontananza di Leonardo dalla sua amatissima città, per seguire I suoi studi. Che lo hanno portato a vivere, fra le altre, nella città di Venezia. Essendo riuscito a rendere Firenze altro dal consueto, è grande la curiosità di vedere le sue foto di Venezia nel libro che le ha dedicato: Venetian Perspectives (Ed. Snap Collective 2024)

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *