Andrea Marini -Anomale intrusioni- Mutazioni della Natura

Introduzione.

Con la Mostra Anomale Intrusioni, che si tiene a Villa Rospigliosi fino al 30 aprile, prosegue il cammino di ricerca di Andrea Marini. Questo artista, caratterizzato dall’uso di materiali sempre nuovi nella descrizione di sconvolgimenti naturali possibili, ci ricorda l’incuria con cui le risorse della Terra vengono utilizzate senza remore dalla maggior parte dei viventi che la popolano. Non tutti irresponsabili, ma spesso negazionisti. Opporsi ai potenti della terra, i maggiori responsabili dello sfruttamento illimitato delle risorse è arduo, e per questo un artista che scende in campo a creare simboli di cambiamento inquietante della natura, svolge un’opera di salvaguardia ambientale di pari valore a quella di coloro che protestano in strada.

Mutazione degli organi umani.

Già nella precedente mostra, Naturally unnatural. A new word (https://www.meer.com/it/91692-naturally-unnatural), di fronte ad un‘opera inquietante che mostrava forme riconoscibili come organi umani calcificati, aveva avvertito che le mutazioni della natura intesa come elementi del paesaggio e del mondo animale, si sposteranno gradualmente agli umani, a cominciare dagli organi interni. Resi quasi inorganici dall’inquinamento che deteriora ciò che mangiamo. “Se non si pone rimedio al degrado- concludeva- il genere umano, prima dell’estinzione, passerà attraverso modificazioni terribili, fino a divenire umanità bionica”.

Mutazioni della Natura,

La precedente mostra era pensata per essere mostrata in un ambiente chiuso. Ma chiaramente non era finita la denuncia di Marini delle storture dell’operare umano sulla natura. Ed è per questo che Andrea si è cercato una galleria come Villa Rospigliosi, il cui motto è “tra arte e terra”. E’ una Galleria circondata dal giardino, con prati, piante ed alberi ben curati e con un padiglione laterale di stanze chiuse. In una di queste ha scelto di mostrare su parete una larvogenesi, installazione a terra che si vede attraverso fogli in PVC trasparenti, a creare una sorta di camera da “incubazione” che, nel buio della stanza, ci appare animata da lievi movimenti di crescita.

                                                           

In una stanza attigua troviamo, adagiata sul cemento, una fioritura, con rami di ferro verniciato e fiori fatti di sferette di polistirolo di vari colori e di forma identica. Una natura che non ha bisogno del terreno e del sole per fiorire. Alcuni alberi nel prato mostrano parassiti di forma cilindrica, scuri, che partono dal tronco e si adagiano sul ramo, di lunghezza e diametro notevole, salvo alle due estremità.

Metallizzazioni.

Il giardino si prolunga in un orto. Lì ci appare un particolare aspetto assunto da un albero. Un piccolo faggio, al centro di una aiuola tonda, luccica al sole perché ricoperto di uno strato argenteo. Non è sadismo questo incapsulamento del faggio. L’artista ha immaginato che l’albero si stia difendendo dall’ambiente ostile “indossando” questa guaina. Marini artista aggiunge all’ispirazione una funzione di scienziato perché intende fotografare gli effetti nel tempo di questa protezione posta sopra la corteccia. Ha lasciato al faggio parti della corteccia e di giovani rami non coperte, data l’importanza del “respiro” del tronco nella vita di un albero. Il monitoraggio fotografico consentirà di raccogliere dati di resistenza ad ambiente ostile attraverso questo lavoro contemporaneamente di Arte e Scienza. In una vasca di pietra antica, vicino all’aiuola del faggio, pullulano bolle metalliche di ignota origine. Una composizione, questa, di forte attrazione estetica.

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