On ira(Buon viaggio, Marie), un delizioso road trip al 17.mo France Odeon
On ira, di Enya Baroux , è un film che, sotto forma di delizioso road trip, tratta un argomento attuale anche in Italia, dove si lotta per l’eutanasia, visto l’invecchiamento della popolazione e la mancanza di una legge apposita. L’invecchiamento porta con sé, in molti casi, una malattia incurabile che dà tanto dolore. Marie, una dolce e piacevole ottantenne, è appunto nella condizione di essere sfinita dalla malattia incurabile. Ha nascosto a lungo il suo stato al figlio Bruno, troppo immaturo e inaffidabile, e alla nipote adolescente Anna che le vuole molto bene. Ma ha preso la decisione di andare in Svizzera per l’eutanasia. Due i problemi: farsi accompagnare in Svizzera e, soprattutto, far capire al figlio e alla nipote che la debbono aiutare a mettere in atto la sua volontà, senza litigi, comprendendo che è un suo desiderio concludere ora la sua vita. Malgrado le premesse, il film, pur non nascondendo le problematiche che Marie deve fronteggiare, riesce a tratti a diventare commedia, ma soprattutto fa chiaramente capire che la decisione di morire è una libera scelta di Marie, in piena consapevolezza . Non raccontare qui i piccoli episodi che si svolgono nel road trip verso la Svizzera è una scelta, per non sottrarre nulla al piacere della sorpresa in un film così poetico e, ad un tempo, scherzoso. Si potrà vederlo nelle sale già dal 20 novembre, con il titolo “Buon viaggio, Marie”
Un libro in onore dei combattenti ucraini al 17mo France Odeon
Il libro si intitola Carnets d’Ukraine (Allary Éditions). È scritto ed illustrato dal regista premio Oscar Michel Hazanavicius, che è venuto a presentarlo il primo giorno di France Odeon. È dettato dal desiderio di conoscere e far conoscere i combattenti ucraini, le loro facce, la loro storia. La genesi di questo libro è degna di essere raccontata. Il regista , allo scoppiare della guerra di invasione all’Ucraina, si è attivato fra i colleghi del mondo per ottenere materiale da mettere all’asta per raccogliere fondi per il popolo invaso. Ricorda, fra gli altri, Bellocchio che gli ha dato 2 Premi David vinti durante la sua carriera. È riuscito a totalizzare duecentocinquantamila euro, proventi interamente devoluti a United24, per la ricostruzione dell’Ucraina. Alla consegna, gli hanno chiesto di essere Ambasciatore in terra Ucraina. Per lui non aveva senso questa carica, se non era accompagnata da un’ulteriore manifestazione di solidarietà. Ha espresso il desiderio di conoscere e far conoscere i combattenti, le loro facce, la loro storia. Questo ha comportato per lui di recarsi al fronte dove era impensabile portare la strumentazione per fotografare. E quindi, ad ogni soldato con cui dialogava (con l’interprete), faceva alcune foto col cellulare. Il materiale raccolto gli serviva, al ritorno in albergo, per fare i disegni dei combattenti e scrivere pagine del libro. Hazanavicius ha così catturato il cuore di chi combatte. Un’istantanea sarebbe stata solo un particolare della personalità degli intervistati. Con i (bellissimi)disegni il regista ha trovato una rappresentazione molto vicina alla realtà umana di colui che voleva descrivere. Il disegno è nato dalla fusione delle foto di ciascuno con la “confessione” raccolta da Michel al fronte. Il disegno come una carezza sul volto sofferente, che, in qualche caso. con la creazione del disegno del volto, poteva divenire sorridente. Hanno chiesto all’Autore quanta paura aveva, al fronte. Ha risposto che, se fosse stato solo, ne avrebbe avuto molta. Circondato di soldati che, per forza di cose, avevano imparato la calma, ne è stato condizionato. Anche i proventi del libro vanno interamente a United24. Compratelo quindi e fatelo comprare.
Raccontando France Odeon
Raccontando France Odeon
Quest’anno il Festival del cinema francese di Firenze celebra 40 anni di storia: un lungo percorso iniziato con France Cinéma e che continua oggi con France Odeon. Quattro giorni, dal 30 ottobre al 2 novembre, durante i quali arriva dalla Francia la migliore produzione filmica dell’anno in anteprima, con attrici e attori che incontrano il pubblico in sala, con presentazione di libri e una mostra fotografica che espone anche molti manifesti dei passati France Odeon e France Cinéma.
Alcuni film da segnalare
Da segnalare un film, Le Mage du Kremlin, ispirato da un libro scritto a Firenze, che sarà proiettato fuori concorso l’ultimo giorno per darci un thriller ad alta tensione, dove la Storia si intreccia con la Politica. Vedremo pure un thriller psicologico, Vie Privèe, con la bravissima Jodie Foster, film che il direttore artistico Francesco Ranieri Martinotti ha preferito a varie altre possibilità. Molti altri validissimi, di cui si parlerà in dettaglio. Tutti i film introdotti dal Presidente Castaldi, fondatore del Festival, insieme a Francesco.
Il famoso regista Hazanavicius interviene al Festival non con un film, ma come scrittore di un libro sui combattenti ucraini, libro corredato di disegni da lui fatti sul campo della guerra. Lode al suo impegno civile.
Il tappeto rosso di France Odeon
Con l’ arrivo di tante personalità dello spettacolo, i responsabili di questo piccolo grande Festival hanno pensato come sostituire degnamente un tappeto rosso, che sarebbe stato impossibile stendere lella trafficata via del centro di Firenze su cui si affaccia il Cinema La Compagnia. Ed ecco l’idea geniale del direttore artistico: le moto rouges, a bordo delle quali il cast dei film raggiunge la Compagnia. Sono 2, un Falcone 500 del 1954, e da quest ‘anno, un’altra Guzzi, una Zigolo 110 del 1964.
Convegno Italia-Francia.
Un Convegno sull’AI, legato ad uno dei film proiettati(anche per le scuole), Dalloway, affronta i problemi legati a questa pervasiva tecnologia da due prospettive principali : l’influenza sul lavoro creativo e la crescente capacità di acquistare sensibilità umana di AI. Relatori Matteo Fedeli e Pascal Rogard, direttori generali della SIAE e della SACD, C’è Juana Torres, INRIA e il regista Michel Hazanavicius. Modera Ranieri Martinotti.
Una pre-apertura dedicata ai miti
La serata inaugurale è preceduta da un pomeriggio celebrativo di due miti. Si è voluto creare qualcosa di intimo, più adatto a ricordare , con tutto l’affetto che merita, Claudia Cardinale, scomparsa pochi giorni fa.
Claudia è protagonista con la Bardot di un western, Les Pètroleuses, scelto perché francese-regista Christian-Jaque, ma soprattutto, credo, per celebrare la sua erompente fisicità, mai sbandierata durante la sua lunga carriera, fatta di molti film d’autore, e condotta mirando alla simpatia e alla semplicità più che all’aspetto fisico.
Secondo mito celebrato nella pre-apertura è il regista Luis Malle. Con un documentario a lui intitolato di Claire Duguet, uscito alla Mostra di Venezia di quest’anno. Attraverso la ricostruzione di vita ed opere del regista si viene sballottati piacevolmente in atmosfere diversissime, come diversi sono stati gli argomenti trattati dal geniale Luis, aventi quasi tutti un messaggio etico e una capacità di raccontare molto personale, senza maestri né seguaci.



