Trieste Film Festival 2022: Nuove visioni di donne e migranti

Il Trieste Film Festival 2022 è un ponte che mette in contatto diverse latitudini dell’Europa del cinema, scoprendo nomi e tendenze che pochi conoscono, perché rivelati quasi solo nei grandi Festival internazionali. Serbia, Croazia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Albania, Grecia, Romania, Polonia, Russia, Lituania, Bulgaria, Svizzera, Austria, Germania, Italia, Francia sono le nazionalità di produzione di cortometraggi, lungometraggi e documentari, tanto che è difficile stabilire se alcune caratteristiche delle opere sono da attribuire alla cultura di origine del regista o alla sua creatività.
Il Trieste Film Festival 2022 a casa tua
Per il secondo anno (https://wsimag.com/it/spettacoli/65060-il-cinema-delleuropa-centro-orientale) il Trieste Film Festival offre l’opportunità di guardare i suoi film a casa, in un periodo di poco successivo alle proiezioni in sala a Trieste. Altri festival del Cinema, da quando il Covid imperversa, hanno usato lo stesso sistema, ottimo per allargare la platea di coloro che possono vedere film e documentari di prim’ordine che non arrivano nelle sale.
La piattaforma Mymovies e tre film premiati
Attraverso la piattaforma Mymovies ecco per noi il compatto gruppo di film, selezionati sotto la direzione di Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo per il Trieste Film Festival 2022 dai più prestigiosi Festival internazionali e non solo. Alcuni affrontano temi di attualità, altri recuperano la Storia passata, documentano luoghi o inventano storie. Per lo slittamento fra le proiezioni in presenza e quelle su Mymovies, si sapevano già i vincitori quando i film sono arrivati sul PC. Premiate nuove visioni di donne e migranti, ma anche il raccontare avvincente.
Solidarietà e pazzia
Il Premio Trieste per i lungometraggi la giuria lo ha assegnato a Intregalde di Radu Muntean (Romania 2021), un racconto avvincente e un po’ stralunato di cosa può succedere a due giovani donne generose se offrono un passaggio ad un vecchio e seguono le sue indicazioni stradali, senza accorgersi che è fuori di testa. La capacità del regista di esprimersi ad alta tensione crea un singolare racconto, ben al di là della semplicità della trama.
Vicende di una coppia di migranti
As far as I can walk di Stefan Arsenijević (Serbia – Lussemburgo – Francia – Bulgaria – Lituania 2021) ha ricevuto una menzione speciale del Premio Trieste per un modo nuovo di descrivere le vicende dei migranti, entrando nei dettagli delle loro storie individuali. Il linguaggio di Arsenijević è fortemente cinematografico. In più, la travagliata storia d’amore della coppia di Africani, centro del film, è commentata con le vicende dell’eroe del poema epico serbo Strahinja Banović. Espediente antirazzista di genialità e grande bellezza.
Le donne piangono ancora
Anche per Women do cry di Mina Mileva e Vesela Kazakova (Le donne piangono, Bulgaria – Francia 2021) è il modo personalissimo di raccontare che colpisce. Ha ottenuto il Premio Audentia Eurimages – Consiglio d’Europa, 30.000 euro per il prossimo progetto. Propone nuove visioni delle diseguaglianze fra uomini e donne. Tre generazioni femminili, sorelle, madri e zie a confronto, si scontrano e un attimo dopo solidarizzano. Umorismo intervallato a tragedia descrive le tante questioni ancora irrisolte che continuano ad affliggere le donne nella nostra società. Il grido di battaglia del film, di stile scarno e molto diretto, è la solidarietà tra donne contro la misoginia, l’omofobia e ogni forma tossica di patriarcato. E’ un messaggio al tempo stesso locale e universale . Che scaturisce da fatti di vita reale, senza ideologie, e quindi risulta molto penetrante.
